Antichi Forni gremiti per gli Aperitivi, Cedolins e Brockhaus ricordano il maestro De Bernart
MACERATA - Successo di pubblico anche per l'appuntamento di domenica. Ultima settimana in programma da giovedì 7 a domenica 10 agosto alle 12
di Erika Mariniello
Molto affollato anche l’appuntamento degli Aperitivi Culturali di domenica. Ospiti agli antichi forni la soprano Fiorenza Cedolins, il regista Henning Brockhaus e il direttore artistico della Form, Fabio Tiberi che durante il dibattito hanno ricordato la figura umana e professionale del direttore d’orchestra Massimo De Bernart, scomparso 10 anni fa all’età di 54 anni. Il maestro diresse diresse la Traviata degli specchi del 1995 con la regia di Brockhaus e la Cedolins nella Butterfly del 1999 (sempre con la regia di Brockhaus) e nella Bohème del 2000 e Fabio Tiberi in tutte e tre le occasioni suonava il fagotto nell’orchestra. Durante l’incontro è stata ricordata la quasi maniacale lettura degli spartiti del maestro, la sua generosità nell’aiutare musicisti e cantanti ad entrare nella parte, la sua attenzioni anche ai problemi del regista e il lungo tempo che dedicava alle prove per raggiungere la “perfezione”.
L’ultima settimana di appuntamenti, in programma anche questa settimana alle 12 da giovedì a domenica, è anche l’occasione per un primo bilancio per l’evento organizzato ormai da otto anni dall’associazione Sferisterio Cultura. Numeroso il pubblico presente agli antichi forni, oltre ai soci e agli affezionati, quest’anno è aumentato il pubblico anche dei non maceratesi attratto dai diversi argomenti trattati. Tante le persone che, nonostante le belle giornate di sole, hanno preferito gli aperitivi ad una giornata di mare o ad una giornata fuori porta. “Il successo degli aperitivi deriva dal fatto che rispondono a una domanda di approfondimento culturale che è ben presente nella realtà maceratese e che esige risposte all’altezza – spiega Cinzia Maroni, responsabile degli aperitivi – I nostri appuntamenti sono in grado di allargare gli orizzonti sia all’esperto d’opera sia a chi si avvicina per la prima volta alla lirica. La presenza di filosofi, giornalisti, scrittori, musicologi, artisti interessa anche chi, pur non essendo appassionato di bel canto, è curioso di capire come discipline diverse si confrontino con la musica e con temi apparentemente distanti dal loro campo di indagine – ha aggunto -. Il nostro slogan chi sa solo d’opera non sa niente d’operaè risultato anche quest’anno vincente: attraverso vere e proprie contaminazioni culturali siamo riusciti a spiegare come le varie discipline si influenzino tra loro e come l’opera lirica sia, da un lato, pienamente inserita nella società e nella storia della propria epoca; dall’altro, capace parlare al cuore e alla mente dei contemporanei”.




