Pastore getta una pecora sbranata e benzina nella sede della Provincia

PESARO - L'uomo ha minacciato di dare fuoco all'edificio per protestare contro i danni subiti dal proliferare dei lupi. Coldiretti:"Agricoltori oltre il grado di esasperazione, oltre mille capi uccisi"
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pecorePer protestare contro il proliferare di lupi che nel Montefeltro sbranano decine di pecore, un pastore, Michele Fadda, ha gettato una carogna di pecora nel cortile della sede della Provincia di Pesaro Urbino, in via Gramsci a Pesaro, e l’ha cosparsa di benzina, gridando ”da dove comincio a dar fuoco..?”. L’uomo è stato subito bloccato da agenti di polizia, senza che avesse fatto danni.   ”Il problema dei danni alle greggi esiste” ha commentato il commissario dell’ente Massimo Galuzzi.

Sul tema dei danni causati dai lupi interviene anche Coldiretti Marche: “Il mancato rifinanziamento del fondo per la copertura dei danni causati da lupi e l’impossibilità a difendere le stalle hanno ormai portato, purtroppo, gli agricoltori oltre il grado di esasperazione, come dimostra il gesto ben sopra le righe compiuto da un pastore davanti alla sede della Provincia di Pesaro Urbino”.  Coldiretti ricorda che a tutt’oggi si attende ancora la delibera in materia da parte della Giunta, che avrebbe dovuto essere varata nel marzo dello scorso anno e che, invece, ha lasciato le imprese “scoperte”. Oltre a ciò, la Regione stessa aveva già rivisto al ribasso gli indennizzi per gli animali uccisi, dimezzandoli. L’ultimo dato disponibile (2012) parla di circa mille capi uccisi. Ma negli ultimi tempi gli avvistamenti di lupi si sono intensificati,  tanto che la Coldiretti Pesaro ha ricevuto segnalazioni di animali che si sono spinti addirittura fino alle abitazioni. Proprio per fare il punto della situazione sui danni da selvatici e far fronte a un problema ormai esplosivo la Coldiretti regionale ha organizzato per oggi martedì 22 luglio, un incontro con i rappresentanti degli Atc, gli ambiti territoriali di caccia sul territorio marchigiano, cui è affidata la gestione del fenomeno. L’appuntamento è per le ore 9.30 nella sede della Baraccola, in via Grandi 48/e, ad Ancona. Oltre alla difficoltà a difendere le proprie greggi gli allevatori si vedono rifondere molto meno rispetto al reale valore dell’animale, oltre a dover pagare di tasca propria lo smaltimento della carcassa. L’indennizzo previsto dalla legge per una pecora uccisa da un lupo va da 50 a 110 euro, a seconda del peso dell’animale. A questa cifra, sottolinea Coldiretti, vanno però tolti i 30-40 euro necessari allo smaltimento della carcassa, che l’allevatore deve pagare di tasca propria. Soldi che deve tirare fuori subito, mentre per ricevere l’indennizzo dovrà attendere un periodo compreso tra 5 mesi e un anno. Ma non è il solo problema. Oltre alle pecore morte, a quelle fuggite che non verranno ritrovate e a quelle ferite, che dovranno essere comunque curate a spese dell’allevatore, un attacco dei lupi causa altre conseguenze per il gregge, dalla perdita di latte agli aborti, con gli agnellini che nascono già morti. Secondo un’analisi di Coldiretti, a causa dello choc seguente l’aggressione gli animali possono arrivare a diminuire del 50 per cento la produzione giornaliera, e questo per un periodo indefinito, che può essere di qualche settimana come durare per sempre.



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