La Festa della Musica si allarga
e invade i quartieri
MACERATA - Dal 12 al 14 giugno esibizioni di gruppi dal centro storico a rione Marche. Nomi di spicco Beatrice Antolini e Fuzz Orchestra. L'assessore Monteverde " Spazi scelti anche perchè già pedonalizzati"

Lucrezia Boari, Matteo Petracci, Stefania Monteverde e Gianluca Ioannisci durante la conferenza di presentazione della 19° Festa della Musica
di Claudio Ricci
La festa della musica si allarga e in occasione della 19esima edizione invade non solo gli spazi del centro storico ma anche i quartieri, con una contemporanea nelle serate di giovedì e venerdì a Recanati. L’appuntamento, dal 12 al 14 giugno, ideato venti anni fa dall’allora presidente dell’Arci Fabrizio Giustozzi, alias “Just”, è patrocinato dal Comune e quest’anno abbraccia anche le celebrazioni per il 70 esimo anno dalla liberazione a cura dell’Anpi provinciale. Molti i gruppi che si succederanno nelle strade del centro storico e in via Aleandri, vicolo della Nana, zona Fontemaggiore, fino ad arrivare al nuovo circolo Arci di rione Marche. Ricco il programma curato dal gestore del circolo Arci “Terminal”di Macerata, Marco Cecchetti e organizzato in collaborazione anche con la cooperativa sociale “La Meridiana” e i suoi appuntamenti del giovedì all’ostello Ricci. Tra i nomi di spicco, la maceratese Beatrice Antolini, che si esibirà nell’insolito spazio dell’emiciclo Torri, “Sick Tamburro” (ex dei “Prozac +”)e”Fuzz Orchestra”, composizione milanese che innesta testi sulla resistenza su impianti di rock elettronico.
“Abbiamo voluto una festa diversa, che contaminasse gli spazi e si lasciasse contaminare – a parlare è Matteo Petracci, presidente provinciale Arci- Un evento che si allarga non solo agli angoli del centro che non abbiamo mai praticato ma anche a spazi fuori dalle mura. Un allargamento possibile grazie al lavoro di centinaia di volontari e ai numeri sempre più importanti raccolti dall’Arci su scala provinciale. L’associazione è infatti cresciuta fino ad arrivare a 15 circoli sul territorio e un totale di 5000 iscritti, di cui 3000 solo a Macerata.” Numeri e nomi che equiparano l’Arci e la Festa della Musica ad altri eventi considerati di classe superiore – commenta ironicamente Cecchetti – In realtà questo appuntamento annuale si inserisce in una serie di iniziative, che coivolgono tutto il tessuto cittadino, come il Boxing Bar del 21 e il Memorial Just (in memoria dello storico presidente Giustozzi), in programma per il 28 giugno”.
Insomma non la musica fine a se stessa ma veicolo privilegiato di battaglie per il sociale e per la memoria storica. Dalla riforma della Siae per la liberalizzazione del settore di raccolta dei proventi del diritto d’autore, fino al senso della celebrazione per i 70 anni dalla liberazione dal nazifascismo. «Abbiamo voluto restituire all’anniversario una dimensione di festa oltre che di riflessione dice Lucrezia Boari, presidente della sezione Anpi di Macerata – sostenendo in particolare il concerto dei “Cianis” in piazza Battisti».
Musica come momento di riflessione nello spazio urbano. «Spazi scelti in base alla storia che si vuole ricordare e ai significati che si vuole trasmettere- così l’assessore alla cultura Stefania Monteverde- Spazi nuovi, da sperimentare ed altri di cui godere perchè già conosciuti, praticati e pedonalizzati».
«Più spazio per la musica e la creatività, è proprio il primo dei sei punti della campagna dell’Arci nazionale a sostegno della musica, a cui seguono – commenta Gianluca Ioannisci del direttivo provinciale dell’Arci- la riforma della Siae, equità dei compensi per la copia privata, detrazioni fiscali per la formazione musicale, l’inserimento della pratica obbligatoria degli strumenti in tutte le scuole e maggiori investimenti per progetti attraverso il fondo unico per lo spettacolo”.

Evvviva la musica, è la cosa + bella che ci sia per animare le serate
Finalmente 3 giorni di allegria e balli a tutto gas
Evviva il divertimento l’allegria, e felicità (sperando che l’unesco lo promuova come patrimonio) è la cosa + bella che ci sia
…peccato che gli artisti emergenti locali non abbiano più spazi…