Sciopero dei tir, situazione nella norma a Civitanova

Confartigianato Macerata e le associazioni di trasportatori avevano espresso preoccupazione nei giorni scorsi ma oggi riscontrano con sollievo la scarsa adesione

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sciopero camionisti

(Un camionista in sciopero (foto d’archivio)

C’era grande preoccupazione in provincia per il fermo dell’autotrasporto annunciato da “Trasporto Unito” che avrebbe dovuto paralizzare, secondo le intenzioni degli organizzatori. Invece al casello autostradale di Civitanova  la circolazione dei Tir è assolutamente normale. Ieri sera, i mezzi sono partiti regolarmente alle ore 18 con un anticipo di 4 ore rispetto al consueto orario delle 22.

«Si può affermare  – si legge in una nota di Confartigianato Imprese Macerata – che di fatto il fermo dell’autotrasporto annunciato da parte della rappresentanza autonoma che va sotto la sigla di “Trasportounito” , ed alcune sigle agricole siciliane, Forconi, Comitati Riuniti Agricoli ecc., non si è verificato, poiché il 95 % del settore autotrasporto non ha aderito.

Si informa anche che la protesta annunciata da oggi a venerdi e legata ai “Forconi”, movimento di autotrasportatori ed agricoltori nato un anno fa in Sicilia, promotore dell’iniziativa di protesta “ Salviamo l’Italia”, che sta organizzando manifestazioni in un centinaio di città italiane e che ha minacciato di bloccare le strade con tir e auto, è presente a Macerata solamente con un presidio in corso Cairoli limitato a volantinaggio ed esposizione di striscione con su scritto “9 – 12 partecipare è un dovere”.

Si chiarisce quindi che tale movimento di protesta, dal quale le associazioni Imprenditoriali dell’ autotrasporto, che come detto hanno revocato l’annunciato fermo della categoria, prendono le distanze, nel territorio provinciale non sta pregiudicando la circolazione dei mezzi».

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La conferenza stampa di Confartigianato e delle associazioni dei trasportatori nei giorni scorsi

E’ tornata quindi la serenità nel settore, dopo l’apprensione dei giorni scorsi.
«Siamo preoccupati per il rischio del verificarsi di un fermo che potrebbe prendere, come successo in passato, una piega pericolosa per l’incolumità di chi si trova per strada a lavorare, e che non porterà ad alcun risultato concreto per la categoria autotrasporto».

A parlare così erano state venerdì le Associazioni Confartigianato Trasporti, Cna Fita, Anita Confindustria, Conftrasporto, Sna Casartigiani, le quali, dopo aver revocato il fermo nazionale dell’autotrasporto, in seguito alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Governo, che ha accettato le richieste avanzate in favore della categoria, avevano spiegato le ragioni della revoca e la preoccupazione per il rischio di gravi disagi possibili a causa della riconferma del fermo da parte di una sparuta rappresentanza autonoma, che va sotto la sigla di “Trasportounito” , ed alcune sigle agricole siciliane, Forconi, Comitati Riuniti Agricoli ecc.,

Presenti all’incontro che si è svolto nella Camera di Commercio di Macerata, erano per Confartigianato Trasporti Emanuele Pepa, Presidente Provinciale, Giovanni Ronconi, Vice – Presidente Provinciale, e Giorgio Menichelli, Responsabile Provinciale, mentre per Fita Cna a presenziare sono stati Ivano Garbuglia, Presidente Provinciale, Giuseppe Salvucci, Vice – Presidente Provinciale, e Giuliano Rocco, Responsabile Provinciale.

«Una scelta, quella di riconfermare il fermo – hanno detto le Associazioni – dalla quale prendiamo le distanze, e che temiamo si possa trasformare in un blocco selvaggio e senza regole. Questo onde garantire la libera circolazione dei mezzi ed evitare spiacevoli inconvenienti accaduti nel passato e creatisi in particolare in prossimità dei caselli autostradali di Civitanova Marche e Porto Recanati, laddove i presidi di poche unità di autotrasportatori avevano bloccato il transito di tutti i Tir e mezzi pesanti operando una sorta di “sequestro”. Grazie all’intervento di Confartigianato Trasporti, Cna Fita, Anita Confindustria, Conftrasporto, Sna Casartigiani, che rappresentano il 95% del settore autotrasporto – hanno sottolineato le Associazioni – è stato scongiurato il fermo nazionale, ed i Tir continueranno quindi a viaggiare anche nella settimana tra il 9 e il 15 dicembre, giorni cruciali per garantire le consegne a negozi e pompe di benzina. Una revoca, quella del fermo della categoria, motivata dall’importante raggiungimento di un accordo che prevede il ripristino dei 286 milioni di euro per le agevolazioni sulle accise per il gasolio da autotrazione, lo stanziamento di 330 milioni di euro per interventi a favore del settore, ed interventi del Governo per fronteggiare la concorrenza sleale da parte degli autotrasportatori comunitari e le pratiche abusive di cabotaggio, per il rispetto dei tempi di pagamento e per il mantenimento di misure che possano ridurre il costo del lavoro. L’accoglimento delle richieste di Confartigianato Trasporti e di Cna Fita, consentirà infatti agli autotrasportatori di ridurre gli effetti negativi della crisi che anche quest’anno ha colpito il settore, provocando la chiusura di 168 imprese nelle Marche di cui 34 in provincia di Macerata, tra gennaio e settembre 2013. Nel solo mese di settembre sono state autorizzate 14 mila ore di cassa integrazione in deroga per le 3.186 imprese di autotrasporto artigiane delle Marche in attività».

Un settore cruciale, quello dell’autotrasporto in provincia di Macerata, che vede la presenza di 800 imprese, di cui 175 con dipendenti, e 2.500 veicoli, per un giro di affari di 250 milioni di euro, con un fatturato medio per camion di 100 mila euro. Un comparto che dà occupazione a quasi 1800 persone nel territorio provinciale, contando 550 dipendenti, di cui 50 impiegati e 500 operai prevalentemente autisti.

 


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