“Viviamo con l’incubo alluvione”

EMERGENZA MALTEMPO - Panico e gente in strada a Sambucheto e Chiarino per l'esondazione del Potenza, che ha fatto rivivere i terribii giorni del marzo 2011. "Non possiamo più dormire, dalla Regione solo promesse"
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(In alto la galleria fotografica di Guido Picchio)

 

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Maltempo, danni e forti disagi a Chiarino e Sambucheto (clicca sull’immagine per guardare il video)

di Erika Mariniello

“Non è possibile, bastano 24 ore d’acqua e qui c’è il terrore, sono anni che siamo in queste condizioni”, è così che Maria Luisa Zepponi, residente a Sambucheto, zona in stato d’allerta da questa mattina, commenta la situazione che, a quasi due anni dall’alluvione che ha interessato la frazione di Montecassiano, non accenna a migliorare. “E’ stato istituito un comitato, ma dopo i lavori che hanno fatto è bastato un giorno per tornare a dover affrontare gli stessi problemi di sempre”. Si accendono le polemiche tra i cittadini che risiedono a ridosso del fiume Potenza che nel pomeriggio è esondato in più punti e che da questa mattina hanno dovuto lasciare le loro abitazioni. “Siamo in allerta da diverse ore – ha aggiunto Maria Luisa Zepponi – non è possibile che dobbiamo vivere ancora questi disagi”. 

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Problematiche che hanno interessato anche la circolazione nella frazione di Sambucheto dove per qualche ora è stata chiusa al traffico la strada che conduce a Montecassiano e nella zona di Chiarino, frazione di Renati dove, a causa dell’esondazione del Potenza, è stata interrotta la via che collega la cittadina a Potenza Picena. Disagi e strade allagate anche in contrada Marolino a Recanati dove la protezione civile ha raggiunto alcune abitazioni rimaste isolate.

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Contrada Marolino

“Stiamo monitorando la situazione da diverse ore – spiega Claudio Agostinelli dell’ufficio Tecnico del Comune di Recanati – Abbiamo raggiunto alcune case isolate per fornire i sacchetti per fronteggiare la i problemi di queste ore”.  “Ormai sono anni che ci troviamo in questa condizione – spiega Massimo Elisei, che vive vicino al ponte di Chiarino nel pomeriggio chiuso al traffico e che ancora una volta si trova in difficoltà – Per fortuna l’acqua non è entrata in casa, ma siamo praticamente isolati. La strada che porta a casa è completamente allagata, non si riesce a passare con la macchina”. L’esondazione del Potenza ha messo in allerta anche i titolari delle aziende che sorgono accanto al fiume e che nel pomeriggio hanno temuto il peggio.

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LA TESTIMONIANZA DI UN GIOVANE ALLUVIONATO

Foto casa Raffaele Lombardo (1)

Raffaele Lombardo davanti alla propria abitazione

di Sara Santacchi

Abitare nella propria casa e non sentirsi protetti. Non riuscire addirittura a dormire qualche notte, avere il pensiero, ogni volta che piove, che da un momento all’altro possa esserci una situazione d’emergenza. E’ quello che sta accadendo a Raffaele Lombardo, giovane ventiduenne di Recanati, costretto insieme alla sua famiglia a fare i conti con l’alluvione. “Ormai è diventata la regola, non è più un’eccezione – racconta esasperato da questa situazione che si ripropone per la terza volta in due anni – lo scorso 14 novembre per l’ennesima volta ci siamo rimboccati le maniche e gli interventi tempestivi hanno fatto in modo che l’acqua non arrivasse fino a casa nostra, ma è stato un preallarme che oggi si è concretizzato. Ho il fiume a un metro da casa mia. Da quella notte non si dorme più tranquilli, c’è sempre un po’ di paura che possa accadere qualcosa”.

Foto casa Raffaele Lombardo (2)Raffaele, recanatese che abita con il fratello di 18 anni e i genitori è letteralmente un fiume in piena: “la Protezione Civile ci ha detto di evacuare casa visto il pericolo del Potenza a rischio esondazione, ma a noi non va. Mio padre si è operato da poco e pur avendo fatto la riabilitazione, non vedo perché dovremmo lasciare casa nostra. Siamo stanchi, sono anni che va avanti così. Nel 2001 – spiega – siamo stati costretti ad andare a dormire da mia nonna a Loreto, può essere che nessuno faccia nulla? Oggi sono tutti all’opera, in mezzo al fiume cercando di contenerlo, ma è prima che servono gli interventi. Si deve prevenire, non curare. Anche perché una volta smesso di piovere, domani tornerà tutto come sempre e avanti così fino alla prossima volta. Non ne possiamo più”. In effetti non c’è stato anno da quando è nato che non ricordi scene simili, già nel ’91 come raccontano i suoi genitori, ma all’epoca i fossi permettevano il deflusso dell’acqua.

Foto casa Raffaele Lombardo (3)“Addirittura ieri la Protezione Civile ha mandato dei sacchi vuoti, in previsione dell’allerta meteo, che abbiamo dovuto riempire noi stessi per cercare di arginare l’acqua che sta arrivando davanti la porta di casa, sembra una barzelletta”. Messo a conoscenza della situazione anche il sindaco Francesco Fiordomo, è stato un continuo rimandare da una porta all’altra: il Comune dice infatti che è compito della Provincia, la Provincia che bisogna fare capo alla Regione e così Raffaele ci ha pensato da sé “ero stanco si sentirmi rimandare di qua e di là e ho chiamato io stesso il presidente della Regione Gian Mario Spacca, dimostratosi subito estremamente sensibile a questa situazione. E’ l’unico insieme al consigliere regionale Marangoni che ci ha dato ascolto. Quest’ultimo mi ha accompagnato al Consorzio di Bonifica e ha fatto concretamente qualcosa. Col presidente sono in contatto continuo in previsione di un incontro che mi auguro con tutto il cuore possa avvenire il prima possibile. Dirò di più: se serve mi faccio anche io da intermediario tra sindaco e Regione, l’importante è che si arrivi a qualcosa. Da cittadino non mi sento tutelato e siamo stanchi di sentire che non ci sono soldi, questo è un problema di cui non posso farmi capo io. Io devo già stare attento che il Potenza non entri dentro casa, come invece è capitato altre volte con le forti piogge”.



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