Tares, Silenzi: “Civitanova
tra le meno care in provincia”

TASSE - Il vicesindaco illustra la spesa a seconda della tipologia di nucleo familiare: Recanati e Macerata tra le più esose. "Gli aumenti sono stati identici per tutti i Comuni"
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giulio silenzi

Giulio Silenzi

di Laura Boccanera

182 euro a Civitanova, 315 euro a Recanati. E’ quanto spende un single che vive da solo per un’abitazione di 100 metri quadri nella città costiera e in quella leopardiana per la Tares. L’assessore all’ambiente Giulio Silenzi mostra i dati comparativi fra le città della provincia, per dimostrare con i numeri che Civitanova è la meno esosa fra quelle della provincia di Macerata.
«Civitanova per la Tares spende molto meno rispetto ad altri Comuni della provincia – dice –, c’è però in atto il tentativo di far apparire Civitanova amministrata male». Silenzi ricorda come il rincaro sia dovuto per effetto della legge che obbliga a coprire il 100% della tariffa nella quale vanno inclusi anche i costi di spazzamento e quelli relativi ai costi diretti e indiretti del personale. «Occorre però mostrare i dati oggettivi. A Civitanova si applicano 2,07 euro a metro quadro, più i 30 centesimi dovuti allo Stato e una percentuale del 5% per la provincia. In più noi abbiamo previsto agevolazioni del 30% per le persone sole che porta la tariffa a 1,33 euro». Su una casistica tipo Silenzi confronta i numeri. Prendendo ad esempio un appartamento di 100 metri quadrati a Civitanova un single paga 182 euro, due o più persone 247 euro. A Recanati invece un single per la stessa tipologia di appartamento pagherà 315 euro, una famiglia composta da due componenti 317, tre componenti 347, mentre una famiglia di quattro persone arriverà a pagare anche 418 euro. Non va meglio a Macerata, sempre secondo i conteggi dell’assessore, dove si passa dai 225 euro per un nucleo monofamiliare ai 280 per 4 persone. Negli standard civitanovesi invece Tolentino dove una famiglia di due persone paga 185 euro e, una di 4, 253 euro: «Ma non si deve dimenticare – aggiunge –, che Tolentino gode di un doppio equo indennizzo dal momento che è sede del Cosmari e sede di discarica». Infine un confronto con un Comune fuori dalla provincia come Senigallia dove due o più elementi pagano 356 euro. «Ovviamente l’aumento c’è – conclude Silenzi –, però deriva dall’imposizione dello Stato ed è per tutti i Comuni uguali, Civitanova però da questi aumenti è quella meno esosa. Va meglio solo nel pesarese e nell’anconetano dove vi sono tariffe più basse della Tares, ma su questo c’è una responsabilità diretta della classe dirigente maceratese che nel 2009 mi lasciò solo nel portare avanti la battaglia per la discarica di Cingoli. Nel sostenere Franco Capponi i vari Marinelli, Marzetti e Mobili hanno costretto la comunità a pagare molto di più per lo smaltimento fuori provincia, una partita che è costata milioni di euro. A questo è dovuta l’impennata dei costi del Cosmari».



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