Popsophia e Biennale
chiudono con Musicultura

A Tolentino bagno di folla anche per la Compagnia della Rancia. Termina domani la quattro giorni che ha visto al Castello della Rancia filosofia e tanta cultura delle Marche
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Lucrezia Ercoli e Saverio Marconi

 

Dopo il bagno di folla dell’inaugurazione e per l’Ubu Roi di Saverio Marconi (per la prima volta al Castello della Rancia in trent’anni di storia teatrale), Popsophia e Biennale dell’Umorismo si preparano alle ultime due giornate di “Oppure…”.

IL PROGRAMMA DI SABATO – Oggi si parte alle 17 con il contenitore “Il tè delle cinque” un momento di relax con degustazione offerta da Cose di Tè dove poter raccontare il tema della giornata a partire da una serie tv. Sarà la filosofa Monia Andreani a raccontare Desperate housewife, o del terzo incluso”, dove la logica a due che connota il ballo si realizza a partire da un terzo elemento che entra nella narrazione e con essa, nell’azione e nella determinazione identitaria. Alle 18 con “Corpi danzanti”, si entra nel vivo della riflessione filosofica e critica sull’arte coreutica. A dividersi il palco, la filosofa Claudia Attimonelli e il sociologo Vincenzo Susca. Un dialogo serrato e avvincente sul senso del danzare, sul corpo come strumento di dialogo con l’altro e mezzo di espressione e di disegno nello spazio. Un percorso che parte dalla suggestiva teoria elaborata da Susca di “danzare sulle rovine” e arriva ad esplorare le nuove forme di movimento che abbracciano la musica elettronica e i ritmi afrofuturisti della tecno. A seguire, alle 19.30, degustando un calice di vino offerto dall’Istituto Marchigiano di Tutela dei Vini, lo scrittore e cultore dell’Argentina Nicola Viceconti tratteggia il tango più famoso firmato da Gerardo Matos Rodriguez, “La Cumparsita”, altresì titolo del suo romanzo edito nel 2011. L’appuntamento fa da perfetta introduzione allo spettacolo delle 21.30 aperto dall’orchestra “Lo Que Vendrá” che ripercorrerà il repertorio classico e contemporaneo del tango argentino. La serata vede la partecipazione straordinaria dei ballerini di fama internazionale Griselda Bressan e Anibal Castro. A seguire l’orchestra non lascia il palco, ma alle 22.30 avvia la milonga ad ingresso gratuito che continuerà fino a notte fonda con il musicalizador Fabrizio Frappi.

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Lucrezia Ercoli, Simone Regazzoni e Corrado Cone

Piero Cesanelli, patron di Musicultura

Piero Cesanelli, patron di Musicultura

IL PROGRAMMA DI DOMENICADomenica al Castello della Rancia di Tolentino arrivano infatti grandi nomi della filosofia come Massimo Donà ed Elio Matassi e il nuovo spettacolo di casa Musicultura, questa volta in coproduzione con Popsophia. Il cerchio si chiude e con l’ultima declinazione del tema si ritorna all’aforisma di partenza, quello del filosofo John Morreal, animatore della XXVII Biennale, “O combatti o scappi oppure ridi”. È con la risata esilarante di “Boris o della catastrofe” che si apre la giornata di domenica, alle cinque del pomeriggio. Il giovane pop filosofo Alessandro Alfieri, condurrà il pubblico nel mondo della “fuori serie italiana”, e ne rileverà l’impronta filosofica in essa contenuta. A seguire la degustazione gentilmente offerta da Cose di Tè. A coniugare sapientemente umorismo e filosofia alle 18 arriva la lectio del filosofo Massimo Donà e del dottorando in ricerca metafisica Davide Grossi. Con “La filosofia dell’umorismo” un viaggio che mette insieme due ambiti spesso considerati distanti. L’aperitivo offerto dall’IMT, arriva alle 19.30 subito dopo il Laboratorio di umorismo condotto da Evelina Savini, un mix di novità e sperimentazione. Una performance che parte da lontano, dall’esperienza unica in Italia del Centro Sollievo del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl numero 5 di Jesi. Gli utenti del centro mostreranno al pubblico il lavoro che da anni conducono utilizzando l’umorismo come strumento di terapia. La serata si chiude con Musicultura che porta alla Rancia la nuova produzione nata dal lavoro congiunto con Popsophia Production. “Un soldino per il juke-box. La leggerezza delle calde estati degli anni ‘60”: un tuffo nelle serate calde degli anni del boom economico per ripercorrere con leggerezza l’Italia che eravamo e per riscoprire in quella di oggi il profumo di salsedine di quegli anni. Ed è proprio sulla leggerezza in musica e sull’ironia che la sottende che sarà chiamato ad intervenire in conclusione Elio Matassi, filosofo docente presso l’università Roma Tre e sapiente musicologo.

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