Maceratesi nei luoghi verdiani

L'associazione Il Glomere in visita a Parma, Busseto e Roncole

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Villa Pallavicino

Villa Pallavicino

 

di Maria Cristina Pasquali

A conclusione di una serie di incontri promossi dalla società culturale «Il Glomere» che ha trovato nel maceratese Andrea Petrozzi un appassionato conoscitore, organizzatore e relatore delle serate a sfondo operistico realizzate agli Antichi Forni o nella sala Castiglioni dellla biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata. Un gruppo di Maceratesi appassionati di lirica hanno avuto la possibilità di visitare, vivere ed assaporare, domenica 23 giugno, i luoghi Verdiani. Parma, Busseto e Roncole sono stati sapientemente illustrati da una guida del posto che  è riuscita a tenere desta l’attenzione dei partecipanti durante le numerose visite fino alla fine della giornata (organizzazione CM viaggi). Particolarmente interessante e veramente coinvolgente si è rivelato il Museo Nazionale Giuseppe Verdi. Inaugurato il 10 ottobre del 2009 nella Villa Pallavicino, un edificio di età rinascimentale, appena fuori da Busseto, accoglie i visitatori al termine di un magnifico viale di pioppi, passando attraverso un rimarchevole arco trionfale che sembra quasi un preambolo a ciò che la sede museale offrirà al visitatore. La bella villa, straordinaria per il suo giardino è famosa perché qui nel 1543 si svolse l’incontro fra l’imperatore Carlo V d’Asburgo e papa Paolo III Farnese. Oggi deputata, nella sua struttura di museo, a realizzare anche diversi eventi incentrati su Verdi.

Sant'Agata

Sant’Agata

La sorpresa è stata sapere che l’ideatore del nuovo scenografico allestimento è stato il regista Pier Luigi Pizzi (direttore per anni del festival di opera lirica allo Sferisterio di Macerata), che ha ideato per le 27 opere verdiane altrettante sale. Ciascuna ricrea un autentico percorso storico per ogni opera, avvalendosi delle riproduzioni e delle scenografie originali di Casa Ricordi e dei quadri dell’epoca. Un posto in cui sognare la visita successiva di Villa Verdi a sant’Agata  ha concluso la splendida giornata. Qui a partire dal 1851 il compositore visse e lavoro’ avvalendosi dell’isolamento necessario al suo straordinario genio creativo. Il luogo in cui il concetto estetico di Verdi e del suo tempo si fusero per creare un effetto che anche oggi ogni visitatore attento puo’ carpire e ammirare. Mantenuta cosi come era la villa rappresenta uno dei modi migliori per capire lo spirito immortale delle due facce di Verdi : il genio e l’uomo comune, un mondo d’altri tempi, un fascino sempre attuale.

 

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Sant’Agata

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