“Lavoro è democrazia”, manifestazione a Roma
Saranno presenti anche i pensionati dello SPI-CGIL di Macerata
Il 22 giugno Cgil, Cisl e Uil saranno in piazza San Giovanni a Roma per la manifestazione nazionale “Lavoro è democrazia”, a cui saranno presenti anche i pensionati dello SPI-CGIL di Macerata. In merito, Antonio Marcucci, il Segretario provinciale dello SPI ha dichiarato: “Per noi al primo punto delle rivendicazioni deve esserci il lavoro perché senza il lavoro non esiste alcun futuro, neanche per gli anziani. Anzi, senza lavoro i pensionati sono costretti a farsi carico dei problemi dei figli e dei nipoti, rinunciando a una parte della propria pensione e a quel po’ di serenità di cui hanno bisogno e che si sono faticosamente costruiti nel tempo. Senza lavoro, infine, si indebolisce anche lo stato sociale e, naturalmente, il sistema pensionistico. Per non parlare dell’influenza negativa che questa mancanza ha sulla tenuta della coesione sociale dell’intero Paese”.
I pensionati chiedono al Governo di non smantellare progressivamente lo stato sociale: “ Una parte consistente del Piano del lavoro elaborato dalla Cgil e sottoposto al Governo è infatti dedicata agli investimenti nel welfare. Il welfare riguarda tanti aspetti del nostro sistema-paese, tutti fondamentali: dà risposte alle richieste di assistenza, ai servizi socio-sanitari e alle politiche per l’infanzia; ma, insieme, è cultura, scuola, mobilità, politica della casa e così via…”.
Altra richiesta al Governo è il rifinanziamento del fondo nazionale sanitario “che Berlusconi prima e Monti dopo hanno colpito inesorabilmente. Bisogna rifinanziare le risorse disponibili per la non autosufficienza e smetterla con i tagli ai Comuni e alle Regioni, che penalizzano gli interventi sul sistema socio-sanitario locale. Non solo, – continua Marcucci – penso che sia necessario eliminare i ticket che stanno taglieggiando le pensioni. Il 30 per cento dei pensionati ha ormai rinunciato a curarsi perché costa troppo: un dato non degno di un paese civile”. Un altro tema caro allo Spi- Cgil è lo sblocco delle pensioni. “E’ indecente che i prelievi coatti per far cassa debbano avvenire sempre a carico dei soliti noti: dipendenti pubblici e pensionati e, per quest’ultimi, c’è anche un’erosione progressiva costante dovuta al blocco delle rivalutazioni delle pensioni che, abbinato all’inflazione, decurta inesorabilmente il potere d’acquisto”. Marcucci infine sottolinea come “tra i pensionati c’è sempre stata molta vicinanza fra i tre sindacati e lo si è visto chiaramente negli incontri con Regione ed Enti Locali per le trattative socio-sanitarie. A livello nazionale il recente accordo sulla rappresentanza appena siglato da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria rappresenta davvero un fatto storico”.
Sulla proposta di incentivare il pensionamento anticipato degli anziani per far posto ai giovani disoccupati lo Spi non è pregiudizialmente contrario “purchè cia sia la la volontarietà e la sicurezza che all’adulto che lascia non verrà ridotto l’assegno pensionistico (la storia degli esodati insegna…); poi c’è una questione di trasparenza: tutti quanti i giovani – senza eccezione – devono avere la possibilità di occupare i posti part-time che si liberano con la staffetta, altrimenti il lavoro diventerebbe ereditario.”
