Il viceministro cinese Xu Lin
ospite dell’Istituto Confucio
MACERATA - Dalla tomba alla culla di Li Madou, grande accoglienza per il consigliere asiatico in città sabato e domenica

La professoressa Francesca Spigarelli, il rettore Luigi Lacché e il direttore dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin
di Carmen Russo
Le rivoluzioni, culturali ed economiche, sorgono da est. Dopo l’arrivo all’Università di Macerata degli ambasciatori Hakki Akil e Hassan Abouyoub rispettivamente dalla Turchia e dal Marocco, per parlare di strategia d’impresa (leggi l’articolo), un’altra grande ospite è attesa per il prossimo weekend.
Il viceministro all’Istruzione e consigliere di Stato della Repubblica popolare cinese nonché capo mondiale degli Istituti Confucio sarà ospite sabato e domenica della città di Matteo Ricci, dopo aver accettato l’invito di fare tappa a Macerata durante il suo viaggio in Italia, in occasione della Conferenza Europea degli Istituti Confucio.
Quello di Macerata è il più giovane dei dieci istituti presenti in Italia, nato da un anno e mezzo già ha raggiunto molti obiettivi tra cui quello di costruire solidi pilastri per la crescita dei rapporti con la Cina. “La visita del viceministro, è per noi un grande onore e simbolo di crescita. Siamo riusciti in meno di due anni a raggiungere tanti obiettivi e tanti sono ancora i progetti da sviluppare” confessa Luigi Lacchè, Rettore dell’Università di Macerata. Tra le mete raggiunte dall’Istituto, oltre a quella di aver attivato numerosi corsi di lingua, di ginnastica, di economia e cultura cinese, c’è anche quella di aver “esportato” l’insegnamento nei licei sia marchigiani che nelle regioni limitrofe. “Il fatto che molte scuole vogliano rendere il cinese materia curricolare, tra cui il ‘Leopardi’ di
Recanati, ci fa pensare che siamo sulla strada giusta. L’alta affluenza ai nostri corsi sia da parte di studenti che di impresari è la dimostrazione che l’influenza culturale cinese è sempre più sentita”, afferma il professor Giorgio Trentin, direttore dell’istituto Confucio di Macerata. Sono iniziati, infatti, corsi mirati all’economia e al diritto cinese è messa in pratica grazie all’istituzione nell’Ateneo del China Centre curato dalla professoressa Francesca Spigarelli: “Per sviluppare attività commerciali in Cina, non si può non partire dalla loro cultura e dalla loro lingua. Queste conoscenze unite a quelle specifiche di diritto ed economia, possono permettere l’inserimento più facilitato e operazioni di scambio per l’international business”.
Tanti passi avanti e tante conferme per l’Istituto Confucio maceratese, la cui storia inevitabilmente di fonda su Padre Matteo Ricci, sulla cui tomba – come raccontano in un aneddoto Lacchè e Trentin –proprio il consigliere cinese Xu Lin, si ferma per prendere ispirazione quando passa di lì.
“Faremo in modo che il viceministro che non dimentichi questa visita e la racconti positivamente al suo rientro in Cina”, dice il professor Trentin, il quale ha preparato una grande accoglienza per Xu Lin.
Sabato sera, alle 21 si terrà nei locali del Teatro della Filarmonica una cena di gala in onore dell’illustre ospite, mentre la giornata di domenica sarà dedicata alla visita della città, a partire dal rettorato. Madame Xu Lin e la delegazione che l’accompagna verrà accolta ance in Comune ed è prevista anche la visita al Museo Permanente di Padre Matteo Ricci. Non potrà mancare la visita all’Istituto Confucio e alla sua sede di Villa Cola, dove si terrà un aperitivo all’aperto con il sottofondo musicale dell’Orchestra di Sassofoni del conservatorio Rossini di Pesaro.
Se la tomba di Li Madou è fonte di ispirazione per il consigliere cinese, chissà cosa penserà di Macerata, la sua culla.
(Foto di Lucrezia Benfatto)

