Minacce di morte al citofono
al consigliere Adriano De Leo

Uno sconosciuto suona al campanello dell'ex assessore di Matelica: “Smettila di parlare o ti facciamo smettere noi”
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Adriano De Leo

 

Domenica sera di paura per il consigliere comunale ed ex assessore comunale di Matelica Adriano  De Leo che ha risposto al citofono e ha ricevuto esplicite minacce di morte:  “Smettila di parlare o ti facciamo smettere noi”. Uno sconosciuto ha suonato il campanello  verso le 22.45 e con voce decisa ha pronunciato queste parole. Il consigliere De Leo è subito corso alla finestra per vedere di chi si trattasse, ma nel buio non è riuscito a vedere nessuno. In casa con lui c’era anche la moglie, entrambi sono rimasti molto spaventati da quanto accaduto, tanto che hanno deciso di sporgere denuncia per riuscire a risalire all’autore di questo gesto intimidatorio. Già nei mesi scorsi subì intimidazioni e ieri sera è stato contattato direttamente nella sua casa in pieno centro storico.  «Questo clima di paura deve servire evidentemente a nascondere o fermare qualcosa di grosso, altrimenti non si spiegherebbe. Non so cosa vogliano da me, ma continuerò a lottare e a professare liberamente le mie idee: anche per questo l’indomani ho subito sporto denuncia affinché le autorità competenti svolgano le opportune indagini e giungano infine a scoprire cosa si cela dietro a questa serie di minacce», ha commentato il consigliere comunale che non ha nascosto di essere molto preoccupato ed angosciato per quanto accaduto.   Ad essere minacciato era stato in passato anche l’ex assessore Marcello Catena, dimessosi ad ottobre, il quale aveva denunciato via Facebook di aver ricevuto “messaggi intimidatori di stampo mafioso”(leggi l’articolo). “Il fatto che questi casi non siano isolati ne aumenta la gravità – aveva pubblicamente affermato De Leo qualche mese fa – ed il brutto clima, che sta maturando ormai da diverso tempo, non appartiene alla storia di Matelica, almeno alla Matelica dei matelicesi. Nelle occasioni di confronto politico aperte al pubblico, quali il consiglio comunale del 31 ottobre 2012  e l’assemblea pubblica a Palazzo Ottoni del 12 novembre 2012, ho notato una triste squadriglia che sembrava lì apposta per alzare la tensione, mentre tutti gli altri, appartenenti alla Matelica sana, partecipavano per discutere e capire. Non vorrei che dietro tutto questo ci fosse un’unica regia. A questi fatti, gravissimi, si deve contrapporre una reazione civile forte, costante e appassionata: la cittadinanza continui a partecipare alla vita pubblica come sta facendo nelle ultime settimane. Dobbiamo far capire che per le teste calde e gli ‘zelanti’ a Matelica non c’è posto”.

(Redazione Cm)



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