Il saluto a Enzo Jannacci e Franco Califano
L'omaggio di Vasco Rossi e il grande legame del cantautore-dottore milanese con Musicultura: storico il duetto con Vecchioni
Tanti, in queste ore, gli omaggi a Enzo Jannacci e Franco Califano, i due grandi cantautori scomparsi nelle ultime 48 ore. Califano, nel maggio 2011, era atteso a Macerata come il grande ospite di Unifestival ma il suo concerto in piazza della Libertà venne annullato all’ultimo per problemi personali.
Sono diversi, invece, i legami tra Enzo Jannacci e il nostro territorio. Resta nei cuori di molti appassionati di musica quel duetto che andò in scena nel giugno del 2008 all’Arena Sferisterio, quando Enzo Jannacci e Roberto Vecchioni cantarono insieme un brano di ognuno di loro La vita l’è bela e Luci a San Siro (in alto il video dell’esibizione).
La notizia della morte del grande cantautore milanese ha colpito Musicultura con cui Jannacci aveva stretto un legame forte: era stato ospite a Recanati e Macerata per sei volte, ed è stato per diversi anni nel comitato artistico di garanzia del Festival maceratese. L’ultima sua volta a Macerata è stata in quel giugno del 2008: la serata del venerdì in cui si doveva esibire Enzo Jannacci venne annullata per pioggia (unico episodio nella storia di Musicultura) ma lui decise di restare e la sera dopo improvvisò quell’indimenticabile duetto con Vecchioni.
Nel 2011 il direttore artistico di Musicultura Piero Cesanelli scelse “Ci vuole orecchio” di Enzo Jannacci come sigla di apertura di tutte le serate delle Audizioni Live.
Ma Jannacci conosceva Macerata ancora prima dell’avvento di Musicultura e il 10 e 11 dicembre del 1987 portò al Teatro Don Bosco la prima nazionale di “Tempo di Pace… pazienza!”.
***
Vasco Rossi ha scelto il giorno di Pasqua per tornare a parlare su Facebook con un sentito omaggio a Enzo Jannacci e Franco Califano.
«Ieri Jannacci, oggi Califano…scompaiono due artisti, bravi e diversi. Uno simpatico e caro amico, l’altro un “maestro”» è il titolo di una lunga nota del rocker emiliano, che poi racconta: «Ho scoperto Jannacci quando avevo 16 anni. Le sue canzoni in milanese mi conquistarono subito. Erano divertenti e originali. Dipingevano personaggi disperati e sfortunati. Gli ultimi non i primi. Gli antieroi…le persone comuni (l’Armando, Vincenzina, )
La sua ironia amara, la sua satira sottile, sferzante, acuta e irresistibile lo portò in seguito a scrivere alcuni tra i più grandi capolavori della canzone italiana. “Vengo anch’io”, “Quelli che”, “Se me lo dicevi prima”, sono solo i primi che mi vengono in mente.
Devo molto artisticamente a Enzo Jannacci e dentro il mio cuore di certo, lui e anche Franco, non moriranno mai – prosegue il Blasco, che poi sorprende i fan con una conclusione “pasquale” – Buona Resurrezione a tutti!».
(redazione CM)


Fatti i complimenti a Musicultura che come manifestazione di cultura e spettacolo tiene alto l’onore di tutta la provincia, voglio osservare che quanto più sono grandi quei grandi che se ne vanno all’altro mondo tanto più sono sempre più piccoli quei piccoli che, avendo la fortuna di essere ancora vivi, fanno a gomitate con i loro simili per commemorare gli scomparsi, in cerca di pubblicità e di un po’ di luce riflessa.
E’ proprio per questa loro continua ricerca di luce a sbafo che il maestro Battiato (un altro che è stato ospite di Musicultura) l’altro giorno li ha definiti “esseri del sottosuolo”.
E così ci tocca vedere, per esempio, un Alemanno che ha tanta fretta di dedicare una strada di Roma all’appena defunto Califfo…e allora mi sa che è meglio sbrigarsi a riascoltare la bellissima Minuetto cantata dalla bravissima Mia Martini (http://www.youtube.com/watch?v=BtG2rAj-5Xw) prima che una Polverini si incarichi di regalarcene una sua interpretazione!