Micam e Mipel: “Appuntamenti determinanti per l’economia”

A Milano oltre 100 imprese della provincia hanno esposto il meglio della produzione calzaturiera e pellettiera. Confindustria Macerata analizza i numeri del comparto.

- caricamento letture
confindustria_micam (4)

La conferenza stampa post Micam a Macerata

Tempo di bilanci per le aziende maceratesi che, dopo alcune parziali anticipazioni già fatte in altre fiere fra cui  Pitti di Firenze, alla Wsa di Las Vegas, in  più di 100 marchi provenienti dalla provincia hanno esposto al Micam la più importante fiera delle calzature al mondo organizzata da Anci (associazione nazionale calzaturifici italiani). In concomitanza si è tenuta anche il Mipel, fiera della pelletteria con una decina di aziende della provincia del polo pellettiero.

Alla conferenza stampa erano presenti Claudio Scocco e Salina Ferretti (Direttivo Anci), Valentino Orlandi (Confindustria Pelletteria) e Carlo Cipriani (Servizio Internazionalizzazione Confindustria)

confindustria_micam (1)

Carlo Cipriani e Valentino Orlandi


“Un appuntamento   importante per il futuro del settore,  – dichiarano i vertici di Confindustria Macerata – nel quale sono stati  presentati i nuovi campionari, sempre più accattivanti e innovativi che si propongono di rispondere ai consumatori di ogni continente, oggi più che mai attenti sia alla moda, al Made in Italy, alla qualità e al comfort ma anche, e soprattutto, a contenere le spese. A causa dell’accresciuta competitività internazionale le imprese calzaturiere locali sono impegnate  a riorganizzare le proprie strutture e lo stesso modo di operare, anche con l’introduzione di nuove tecnologie con accorte politiche commerciali e di qualità, con nuovi programmi di formazione ed aggiornamento professionale e manageriale (cui Confindustria Macerata contribuisce in  maniera determinante). Negli anni scorsi  è stato anche istituito presso l’Istituto professionale di stato  di Civitanova Marche   un indirizzo calzaturiero  sfociato anche nella costituzione di un ITS Fondazione per l’Istruzione Tecnica Superiore  “Nuove Tecnologie per il made in Italy” che coinvolge l’ITC “Corridoni” di Civitanova Marche e  l’ITIS Montani di Fermo. Per concludere, la presenza sul territorio di tutte le fasi di produzione, le dimensioni contenute delle aziende e i molteplici servizi di supporto al sistema calzaturiero, hanno consentito fino a poco tempo fa maggiore versatilità, rapidità nelle produzioni ed economie difficilmente realizzabili altrove.”

confindustria_micam (2)

Salina Ferretti e Claudio Scocco

I  numeri: 1.538 stands di calzaturifici provenienti da ogni continente (di cui 970 italiani e 280 dalla nostra regione in un’area di  67.000 metri quadrati. Hanno visitato la manifestazione 35.389 operatori (- 1,8% rispetto alla edizione di marzo 2012) di cui 16.208 italiani (-6%) e 19.181 stranieri (+2,6%) provenienti soprattutto da  Russia, Giappone, Francia, Spagna,  Cina e Honk Kong. La realtà calzaturiera della provincia è costituita da circa 11.000 addetti (il 10% degli occupati a livello nazionale nel settore) che lavorano in quasi 1.000  aziende, 120 delle quali di tipo industriale.  Il settore delle calzature rappresenta circa il 30% dell’intera economia provinciale, con più di 1.300 milioni di euro  di fatturato ed una quota relativa all’export che copre il 60% del totale del prodotto provinciale esportato.

confindustria_micam (3)A queste cifre si aggiungono i quasi 3.000 addetti che si occupano della produzione dei componenti   (suole, tacchi, tomaie accessori, ecc. ) ed un comparto della pelletteria nella zona di Tolentino con la presenza di oltre 100 aziende fra cui alcune importantissime concerie. Questa “economia integrata” concorre a determinare un primato spesso sconosciuto: nella provincia di Macerata, in particolare nel comprensorio di Civitanova, esiste il più importante e qualificato raggruppamento di aziende produttrici di componenti (suole in gomma, in cuoio, in poliuretano e in altri materiali)  per calzature al mondo. Insomma: se un imprenditore pensa un modello di calzature alla sera, già il giorno dopo può vederla realizzata grazie all’esistenza in uno spazio ristretto di tutte le strutture utili alla creazione del prodotto (modellisti, stampisti, software, componenti, servizi di ogni genere, ecc.). Oltre  l’80% della produzione locale viene esportata; le principali direttici di vendita all’estero interessano la Germania (10%), la Francia (11%), il Regno Unito (7%), gli U.S.A. (6%), i Paesi Bassi (6%), i Paesi asiatici (Cina, HK, Giappone) con il 10% e  il mercato Russo e paesi ex URSS con oltre il 13%  (l’80%  delle calzature italiane che vanno  in Russia  appartengono al distretto calzaturiero marchigiano).  Le imprese calzaturiere della provincia producono tutte le categorie merceologiche esistenti, in circolazione, con prevalenza delle calzature in pelle, in crescita  sono gli articoli di livello, fine ed il pronto moda dove ancora resiste il Made in Italy ed il fattore prezzo è meno determinante.

confindustria_micam (5)

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X