Nascondeva droga nelle travi
del soffitto di casa, arrestato 23enne
ESANATOGLIA . S.B. è stato sorpreso in un locale mentre vendeva una bustina di stupefacente ad un giovane. Denunciati per detenzione ai fini di spaccio anche altri tre ragazzi
Un cittadino albanese arrestato per spaccio ed altri tre giovani denunciati per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. E’ questo il bilancio di un’operazione antidroga condotta dai Carabinieri della Compagnia di Camerino. I militari del Nucleo Operativo insieme ai colleghi delle Stazioni di Fiuminata e Matelica, tenendo d’occhio gli spostamenti di alcuni tossicodipendenti della zona hanno individuato un esercizio pubblico che questi raggiungevano per rifornirsi di stupefacenti. Dopo alcuni giorni di pedinamenti il blitz è scattato nella tarda serata di ieri . All’interno del bar è stato dapprima bloccato il 23 enne albanese S.B. sorpreso a cedere una bustina di cocaina a S.M., 30enne di Matelica, nonché controllati altri due avventori del luogo, L.C. 28 enne e L.M. 30 anni, entrambi trovati in possesso di alcune dosi di hashish pronte allo spaccio. Le immediate perquisizioni hanno permesso ai Carabinieri di rinvenire indosso allo straniero un altro grammo di cocaina e 200 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio nonché, nella sua abitazione, nascosti in un’ intercapedine delle travi del soffitto, ulteriori 20 grammi di cocaina già suddivisa in dosi, un bilancino di precisione, diverse sostanze da taglio e altro materiale per il confezionamento, tutto sottoposto a sequestro. L’albanese è stato tratto in arresto per spaccio e detenzione di droga in attesa del rito direttissimo che si terrà in mattinata odierna, mentre per gli altri tre giovani è scattata la denuncia per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
I preti, pur assolvendo il peccatore, dovrebbero ricordargli che “ciò che si semina, si raccoglierà”. Magari in questa vita. Però, molti pensano di poterla fare franca fino alla fine dei loro giorni. Per la Giustizia divina nessuno la fa franca. Magari c’è il purgatorio, magari pure l’inferno. Magarsi si rinasce ancora, come nascemmo un giorno.
Questi spacciatori di morte, che siano in piccolo, oppure che utilizziano i soldi della droga per grandi opere, tipo i centri commerciali, pagheranno in ugual misura per come hanno seminato. Nè ci sarà prete, vescovo e papa a poterli assolvere.