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Vittime di reati: i carabinieri incontrano
la criminologa Margherita Carlini

CIVITANOVA - Nella caserma Piermanni, approfondimenti e seminari sul tema
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La criminologa Margherita Carlini e il capitano Domenico Candelli

 

Margherita Carlini, psicologa clinica e criminologa, responsabile dello Sportello Anti Stalking di Ancona, è stata ospite dei Carabinieri della Compagnia di Civitanova , per illustrare le potenzialità della Rete Antiviolenza e dei compiti dello sportello. Un excursus sulle esperienze del Centro e sulle tipologie di casi seguiti, evidenziando assistenza, consulenza, sostegno legale e psicologico alle vittime di discriminazione e violenza.

I Centri Antiviolenza, istituiti dal 2009 con la legge sullo stalking, sono in grado di fornire un aiuto concreto e un supporto psicologico alle vittime di reato. Le forze dell’ordine, quindi l’Arma dei carabinieri, i presidi sanitari e le istituzioni pubbliche che ricevono dalla vittima notizia del reato di atti persecutori hanno l’obbligo di fornire alla vittima stessa tutte le informazioni relative ai Centri Antiviolenza presenti sul territorio e, in particolare, nella zona di residenza della vittima. Il confronto fra Carabinieri, della Compagnia di Civitanova, e la Dottoressa Carlini del centro di Ancona ha contribuito ad incrementare il dialogo e la collaborazione fra quegli attori istituzionali, chiamati quotidianamente a misurarsi con i frequenti casi di stalking e di violenza di genere.

Non solo nei recenti fatti di cronaca che, nel corso del 2012, si sono consumati lungo la costa maceratese, ma anche nei frequenti interventi per “liti in famiglia”, “dissidi”, “maltrattamenti”, “violenze” e “atti persecutori”, la collaborazione con gli enti individuati dalla legge del 2009 per l’attuazione delle “misure a sostegno delle vittime del reato di atti persecutori”, può rivelarsi simbolo di efficacia istituzionale.

Un momento dell’incontro

L’opera dei centri, ha sottolineato la Carlini, si rende vitale nell’aiutare le vittime di reato in quelle situazioni di particolari gravità: un aiuto a trovare “case rifugio”, quando necessita un allontanamento dal presunto autore delle violenze poiché è elevato il rischio per l’incolumità fisica, e persino fornire corsi di orientamento e formazione al lavoro. Dal 2009, anno dell’entrata in vigore della legge sullo stalking, ad oggi i Carabinieri della Compagnia di Civitanova  hanno arrestato 6 uomini e denunciato 22 persone all’Autorità Giudiziaria per “atti persecutori – stalking”, mentre ne sono state denunciate 18 per “violenza sessuale”.

L’attenzione dell’Arma dei Carabinieri alle “vittime di reato” ed al fenomeno dello “stalking”, è protagonista – in questi giorni – di incontri d’approfondimento che si stanno tenendo presso la sala convegno della Caserma Piermanni. Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha mostrato grande sensibilità, in questi ultimi anni, verso questi fenomeni confrontandosi col “dipartimento per le pari le pari Opportunità” ideando la “Sezione carabinieri anti stalking” ed istituendo appositi reparti del ROS e dei RIS nella risoluzione dei crimini violenti.

Seminari ed incontri formativi sono stati seguiti,nell’Istituto Superiore di Tecniche investigative di Velletri (Roma), da numerosi ufficiali e marescialli dell’Arma dei carabinieri. A loro il compito di riversare agli ufficiali di Polizia Giudiziaria, Marescialli e Brigadieri in servizio alle Stazioni Carabinieri, le conoscenze acquisite presso il presso il prestigioso istituto d’istruzione dell’Arma dei carabinieri.

Circa cinquanta ufficiali di polizia giudiziaria delle Stazioni Carabinieri della costa maceratese, dipendenti dalla Compagnia di Civitanova. Da Porto Recanati, Recanati, Montelupone, Morrovalle, Montecosaro, Potenza e Porto Potenza, Civitanova e Civitanova Alta, marescialli e brigadieri in sottordine stanno approfondendo, nella Caserma Piermanni, le tematiche sulle “vittime di reato”, parlando di violenza di genere, di violenza sessuale, di reati in danno di minori, di atti persecutori e di maltrattamenti in famiglia.

Viene richiamata l’utilità della “Rete Nazionale Antiviolenza”, presentata dalla dottoressa Carlini, e degli attori istituzionali che vi ruotano attorno: dalle Forze di Polizia, ai Centri Antiviolenza ed ai loro “Sportelli”, al 1522, ai Consultori, sino alle strutture sanitarie. Nel corso degli incontri si è inquadrato il fenomeno della “vittimizzazione secondaria”, quella condizione di ulteriore sofferenza e oltraggio sperimentata dalla vittima in relazione ad un atteggiamento di insufficiente attenzione, o di insensibilità, da parte delle agenzie di controllo formale, come le forze di polizia o i sistemi socio sanitari, nella fase del loro intervento e si manifesta nelle ulteriori conseguenze psicologiche negative.

La sensibilità dei Carabinieri verso le vittime di reato per evitare che oltre al danno si aggiunga anche la beffa di incontrare operatori inesperti o impreparati. Un investimento in questi settori ha, quale unico obiettivo, la migliore risposta alle varie forme di criminalità: di tipo tradizionale, quella predatoria, sicuramente la più sentita dai cittadini, nonché le violenze commesse in ambito familiare o riconducibili a motivi passionali e, appunto, l’odioso fenomeno dello stalking.

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