“Un urlo infinito”: Civitanova ricorda Shoah e Foibe

Il 2 marzo si terrà al Teatro Cecchetti un incontro a cui sono invitate tutte le scuole, per riflettere su alcuni dei più grandi orrori del XX secolo

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Da sinistra Daniele Maria Angelini, vicepresidente del consiglio comunale, Ivo Costamgna presidente del consiglio comunale e Angelo Ventrone docente dell'università di Macerata

Da sinistra Daniele Maria Angelini, vicepresidente del consiglio comunale, Ivo Costamgna presidente del consiglio comunale e Angelo Ventrone docente dell’università di Macerata

di Laura Boccanera

Dopo le polemiche scatenate dalle mancate celebrazioni per la giornata della memoria e del ricordo in occasione dell’anniversario delle Foibe, il presidente del consiglio comunale Ivo Costamagna questa mattina in conferenza stampa ha illustrato l’iniziativa condivisa di celebrazione che si terrà il prossimo 2 marzo (era stata fissata inizialmente per il 16 di febbraio e poi è slittata). Un incontro che si terrà al teatro Cecchetti a cui sono invitate tutte le scuole e dal titolo “Un urlo infinito”. “Abbiamo voluto celebrare insieme il ricordo per gli orrori di un secolo, il ‘900, segnato dalla mancanza dell’ossigeno della libertà – ha detto Costamagna. Al di là dei colori politici pensiamo che occorra costruire un ragionamento condiviso su questi fatti storici, perché solo dalla conoscenza del passato si può affrontare il futuro.  Per questo abbiamo pensato ad un progetto che parte da qui e verrà poi portato avanti dalle scuole e che avrà come prossime tappe le celebrazioni del 25 aprile e del 2 giugno; se non diamo un senso a queste manifestazioni rimangono dei rituali necessari ma che si esauriscono nel tempo di una mattinata”. Presenti alla conferenza stampa anche il vicepresidente Daniele Maria Angelini e il professor Angelo Ventrone, docente dell’Università di Macerata che proporrà durante il convegno un percorso di riflessione sul ‘900 attraverso filmati storici e attraverso la testimonianza di Nedo Fiano scrittore e testimone di Auschwitz: “sono molto contento di far parte di questo progetto promosso dalla politica, perchè uno dei problemi di oggi è il divorzio fra politica e cultura. E’ vero che Olocausto e Foibe sono memorie differenti, ma esiste una memoria plurale, che è quella che tiene unito il Paese. Per questo – spiega Ventrone – affronteremo la questione nel convegno e con le scuole attraverso due punti di vista, quello del 900 come secolo delle idee assassine quando il mezzo per raggiungere idee assolute viene prima del fine, e poi affronteremo l’aspetto costruttivo, quello della democrazia e delle radici del nostro Paese”.


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