La fiera di Civitanova
cerca imprenditori locali
Chiusi i rapporti con la Alfad di Mario Formica per la gestione. L'amministrazione vuole individuare un soggetto imprenditoriale che investa nel quartiere polifunzionale
di Laura Boccanera
Civitanova chiude i rapporti con la Alfad di Mario Formica in merito alla gestione della fiera e cerca imprenditori locali che investano nel progetto: dopo i numerosi incontri con la Regione il Comune ha ufficializzato con una lettera il disinteresse dell’amministrazione per un per un accordo avente ad oggetto il nuovo quartiere fieristico di Civitanova, su cui si concentrano gli interessi imprenditoriali della società. La decisione è stata presa sulla base di verifiche circa l’esperienza maturata dalla società stessa nel settore fieristico, la plausibilità del piano industriale proposto e la completa realizzabilità dello stesso. I dubbi e le perplessità di una gestione che avrebbe coinvolto i poli di Ancona e Civitanova erano emersi già dopo la liquidazione di Fiera delle Marche, quando il Comune aveva chiesto di rivedere il piano industriale della Alfad.
In una nota diffusa dal portavoce del sindaco si dice che l’Amministrazione ha valutato l’esperienza maturata dalla Alfad s.p.a. ritenendola “non corrispondente alle esigenze e agli standard professionali e relazionali richiesti” e ha inoltre constatato “l’assenza di una solida analisi di mercato e di una indicazione dei criteri di calcolo economico posti a fondamento del progetto industriale”. Ora l’obiettivo del Comune continua nel solco di una gestione partecipata degli eventi, portando avanti l’ individuazione di interlocutori imprenditoriali, attraverso il confronto con le associazioni dei produttori, con i singoli imprenditori, con gli enti istituzionali preposti al governo e al sostegno delle attività economico-produttive e commerciali. “Lo scopo della Amministrazione resta quello di individuare un soggetto imprenditoriale in grado di gestire un quartiere a vocazione polifunzionale – si legge nella nota – con il progetto di utilizzarlo come motore fondamentale del tessuto economico cittadino, ma senza alcuna dispersione del patrimonio pubblico”.

Traducendo questo comunicato della banda Corvatta-Costamagna&Co. si legge che questi scadenti amministratori Civitanovesi rinunciano ad investimenti fatti da un’azienda privata per “cercare” piccoli investitori locali, significa che per questi signori prevalgono piccoli interessi clientelari sempre pagati dai cittadini, è veramente triste vedere come viene umiliata e distrutta una cittá come Civitanova e la sua economia, ma se li hanno votati vuol dire che è quello che si meritano……..
Trovare qualche imprenditore? ahahhahah piu’ facile un 6 all’enalotto! ma chi volete che investa su fiere come quelle dell’elettronica o carta canta?? ma fatemi il piacere, i soldi vanno investiti sul turismo, che qui fa pena, non in queste colate di cemento inutili.
di questo passo tra qualche anno a Civitanova non ci sarà più neanche il casello autostradale……………………..