La zootecnia maceratese nel 2012:
la crisi combattuta con la qualità

A Pollenza la stalla di bovini di razza Marchigiana più grande di tutta la regione

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bovini1-1024x768di Alessandro Feliziani

“Morica”, azienda zootecnica di Pollenza che vanta la stalla di bovini di razza Marchigiana più grande di tutta la regione, ha superato il traguardo dei quattrocento capi. Con gli ultimi vitelli nati nella settimana di Natale, l’allevamento è arrivato a contare 408 bovini presenti nella propria stalla. Un record per le Marche, ma non solo. La moderna struttura, che sorge in cima alla collina tra Pollenza e Macerata, quando fu inaugurata – all’inizio dell’autunno 2011 – aveva poco più di duecento capi. In quindici mesi, quindi, l’allevamento ha praticamente raddoppiato il proprio patrimonio bovino. Un indubbio segno di grande ottimismo dimostrato nel 2012 dalla famiglia Marcolini, che poco più di un anno fa aveva avviato questo moderno allevamento ed anche un segnale di crescita qualitativa della razza bovina Marchigiana, che da più di trent’anni – da quando il Centro Tori di Macerata ne segue e cura la selezione – non delude i consumatori e, in verità, neanche i produttori.


toro3-1024x768I progressi del primo anno di attività dell’allevamento “Morica” non rispecchiano, però, l’andamento della zootecnica maceratese nel 2012, che tuttavia non ha conosciuto neanche quei pesanti segnali di crisi vissuti da altri settori economici.
Invitato ad esprimere un giudizio sull’annata zootecnica 2012, il direttore dell’Apa, Associazione provinciale allevatori, Dino Mosca, cita un vecchio adagio. “In un mondo di ciechi è fortunato chi ha un solo occhio”, risponde Mosca, per sottolineare che tutto sommato non sarebbe giusto lamentarsi troppo. Il più recente “censimento” effettuato dall’Apa mostra un settore zootecnico in tenuta: quindicimila capi bovini, sessantamila ovini, ventimila suini. La razza bovina Marchigiana la fa da padrona, per qualità e peso economico, con quasi diecimila capi, distribuiti in 370 allevamenti. Una media di 27 capi, che dimostra una presenza sul territorio di tanti piccoli e piccolissimi allevamenti.

Mosca

Dino Mosca

E proprio questa ridotta dimensione rappresenta un handicap, specie in periodi come l’attuale in cui ad un calo dei prezzi fa riscontro un aumento dei costi di produzione. Gli allevamenti di medie e grandi dimensioni nel maceratese sono pochi. Oltre all’azienda Morica, gli allevamenti con centinaia di capi si contano sulle dita di una mano. Tra questi i più consistenti sono quelli di Alderico Mei a Montecosaro (circa 300 capi) e quello dei Fratelli Mei di Morrovalle (260 bovini). Situazione diversa, invece, nel settore dei bovini da latte: circa tremila capi in tutto il territorio maceratese, suddivisi in una trentina di allevamenti. Questo comparto è quello che nel 2012 ha subito maggiormente gli effetti della crisi, stante il calo dei prezzi del latte a cui non si è contrapposta l’auspicata diminuzione dei costi di gestione delle stalle. Il comparto dei bovini da carne, invece, ha mantenuto un certo equilibrio. Nonostante una contrazione dei consumi alimentari in genere, che non ha risparmiato il settore delle carni, la domanda dei prodotti di qualità ha risentito solo marginalmente della minore domanda e questo ha permesso di tenere stabili i prezzi delle carni pregiate.

I consumatori che durante il 2012 non hanno rinunciato al consumo di carne bovina si sono indirizzati, infatti, verso carni “certificate” e così la “Marchigiana IGP”, prodotta negli allevamenti maceratesi, ha potuto soddisfare la richiesta meglio di altre razze non autoctone. Ancora una dimostrazione, quindi, che la qualità premia sempre. Nel corso dell’anno si è consolidato, inoltre, il sistema commerciale di macelleria a “km zero”, cioè punti vendita aperti dagli stessi allevatori per la vendita al minuto delle carni di propria produzione. Pochi gli allevamenti che hanno cessato l’attività. In ogni caso si è trattato di strutture di ridotte dimensioni che sono state chiuse per cause riconducibili all’età avanzata dei titolari. Non manca, comunque, nel maceratese il ricambio generazionale, con numerosi giovani, anche donne, che si avvicinano all’attività zootecnica. Sono aumentati pure i capi di bovini di razza Marchigiana allevati in parte all’aperto o addirittura allo stato brado. Tra questi ultimi, l’allevamento con il maggior numero di capi (circa 200) è quello dell’azienda Conforti di Crispiero di Castelraimondo.

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Pecora Sopravvissana


Nel settore dei suini
c’è stata una certa ripresa nel corso del 2012 e nel futuro del comparto si guarda con interesse all’auspicato sviluppo della nuova razza “Suino della Marca” per ora allevato in via sperimentale nella zona di Matelica. Nel comparto degli ovini, la produzione maceratese si è divisa equamente nel 2012 tra razze da latte (in particolare la “Sarda”) e razze da carne (soprattutto “Fabrianese” e “Bergamasca”). L’unico aspetto negativo rimasto anche nel 2012 è dato dal mancato sviluppo della pecora tipica autoctona, la “Sopravvissana”, la cui consistenza continua ad attestarsi al di sotto dei mille capi complessivi in tutto il comprensorio dei Monti Sibillini, territorio che per questa razza rappresenta l’habitat naturale.

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Allevamento di Marchigiana all’aperto

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Due giovani ragazze impegnate nell’allevamento di bovini razza Marchigiana

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Allevamento di Marchigiana in stalla

 


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