Il Comune di San Severino avvia un’intensa attività di restauro di tele preziose

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Duomo

Il Duomo di San Severino

Il Comune di San Severino Marche ha avviato il restauro di due tele, risalenti al diciassettesimo secolo, conservate presso il Duomo antico di Castello al Monte e raffiguranti San Vittorino Vescovo e San Girolamo. Le due opere d’arte, fino ad oggi, erano esposte nella prima cappellina a sinistra della navata principale. Nell’ambito della stessa campagna di restauri saranno riportate al loro antico splendore anche altre tre pregiatissime tele. Si tratta di due grandi dipinti ad olio su ovali con cornici originali, databili anch’essi al secolo XVII, raffiguranti rispettivamente “La Flagellazione” e “Cristo coronato di spine” ed un altro dipinto ad olio, di importanti dimensioni, raffigurante una bella “Madonna con Bambino e i Santi Venanzio, Caterina D’Alessandria o forse Santa Vittoria”, opera dell’artista locale Paolo Marini. I dipinti erano originariamente esposti, secondo lo storico Raul Paciaroni che ne ha studiato le testimonianze archivistiche, in una delle cappelline della chiesa di San Domenico per essere poi successivamente sostituiti e destinati a rimanere nascosti presso vari depositi della città. “L’avvio di questa importante campagna di restauri – spiega l’assessore comunale alla Cultura, Simona Gregori – è stato il frutto di una proficua collaborazione con l’assessore provinciale Massimiliano Sport Bianchini e con il “Sistema museale” che ha coordinato il finanziamento provinciale nel territorio maceratese mettendo a sistema le limitatissime capacità di cofinanziamento dei singoli Comuni. Indispensabile è stata la collaborazione e l’entusiasmo dimostrato dall’ispettore della Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, dottor Alessandro Marchi, che ci ha affiancato con sensibilità ed attenzione nella difficile scelta delle priorità, tenendo conto del valore e dello stato di conservazione delle opere di proprietà del Comune. La straordinaria collaborazione tra enti, attivata per il restauro di queste tele, ci ha fatto rendere conto della necessità di elaborare un programma di gestione degli interventi delle opere ancora conservate in magazzino e, in un certo senso, ci ha autorizzato a sognare un ampliamento del percorso espositivo della Pinacoteca civica “Tacchi Venturi” per consentire ai cittadini settempedani ed ai turisti di ammirare quella parte del patrimonio ancora celata al pubblico”.


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