Spaccia metadone a Matelica
25enne arrestata dai carabinieri
Processata questa mattina, la giovane, F.C., di Esanatoglia, ha patteggiato la pena di cinque mesi e dieci giorni di reclusione
Già nel primo pomeriggio di ieri i carabinieri della Stazione di Matelica avevano fermato un giovane del luogo, L.S. di 22 anni, che sottoposto a perquisizione personale, era stato trovato in possesso di un flacone contenente circa 50 ml di “metadone”, un oppioide sintetico usato in medicina sia come antidolorifico nelle cure palliative che come terapia surrogata della dipendenza da stupefacenti. Il giovane, non essendo iscritto ad alcun programma terapeutico di recupero, e pertanto non autorizzato alla detenzione, è stato denunciato alla competente Autorità Giudiziaria.
Questa circostanza ha di conseguenza indotto i militari della Compagnia di Camerino, coordinati dal Capitano Vincenzo Orlando, a ritenere che nell’ambito della tossicodipendenza locale qualcuno avesse attivato un’illecita attività di spaccio di questa sostanza, utilizzata per controllare le crisi di astinenza da eroina.
Così, sono stati predisposti degli specifici servizi di osservazione nei confronti di diversi giovani della zona. I carabinieri di Matelica, insieme ai colleghi di Fiuminata e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Camerino, hanno monitorato per tutta la giornata gli ambienti giovanili della tossicodipendenza locale per contrastare il fenomeno. Intorno alle 23 infatti, i militari hanno notato nuovamente L.S. aggirarsi per il centro di Matelica; i militari lo hanno seguito, assistendo successivamente a un incontro tra il giovane ed una ragazza. Nella circostanza, la donna consegnava qualcosa a L.S. ricevendo del denaro in cambio. L’immediato intervento dei Carabinieri ha permesso di verificare che L.S. aveva appena acquistato dalla donna un flacone contenente 40 ml di “metadone” dietro un compenso di 30 euro. Il tutto veniva prontamente recuperato e sottoposto a sequestro. La giovane ragazza, F.C. 25enne di Esanatoglia, è stata tratta in arresto e condotta presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari. Nella sua abitazione è stato inoltre trovato altro metadone, anche questo sequestrato dai carabinieri.
La giovane, di origine milanese, assistita degli avvocati Tiziano Luzi e Marco Cavallaro, ha patteggiato la pena di 5 mesi e dieci giorni di reclusione, oltre a 1640 euro di multa, durante il processo per direttissima che si è svolto stamattina a Camerino. Il giudice Domenico Potetti ha riconosciuto la lieve entità del danno.
(m. o.)