Presunti abusi da parte del vicino
Ascoltata la bambina 12enne

MACERATA - La piccola, che sarebbe stata convinta da Salvatore Esposito ad avere un rapporto sessuale, ha parlato nel corso dell'incidente probatorio di fronte agli inquirenti e agli avvocati delle parti

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di Cristina Grieco

È stata ascoltata oggi in sede di incidente probatorio nell’aula protetta del Tribunale di Macerata la ragazzina presunta vittima di una violenza sessuale da parte del quarantenne Salvatore Esposito (leggi l’articolo) al momento detenuto per lo stesso fatto a seguito di una misura cautelare irrogata nel carcere di Lanciano.

La bambina è stata ascoltata come persona offesa ma con l’obbligo di dire la verità. La procedura di audizione è stata condotta direttamente dal Gip Zampetti, che non ha ritenuto di avvalersi dell’ausilio di uno psicologo, alla presenza del Pm De Feis, in sostituzione della collega Stefania Ciccioli titolare dell’indagine, dei genitori della ragazza e dei rispettivi avvocati delle parti.

La bambina ha riconfermato che intorno alle cinque del pomeriggio dello scorso 6 aprile si sarebbe trovata a casa dell’Esposito e lì si sarebbe consumato il rapporto con lo stesso. Poiché come precedentemente rilevato non sono stati trovati segni di violenza sulla bambina è stato ipotizzato che la stessa sia stata convinta dall’uomo ad avere un rapporto sessuale con lui. A quanto pare Salvatore Esposito, oltre ad essere vicino di casa, era anche amico della mamma della piccola che spesso rimaneva in sua compagnia nella zona di Piazza Annessione mentre la stessa era costretta ad allontanarsi per fare delle commissioni. Non è chiaro se la bimba fosse mai stata prima del momento della presunta violenza a casa di Salvatore Esposito.
La questione appare ancora poco delineata quanto meno nelle sfumature che in un caso come questo possono rivelarsi grandi risorse per l’accertamento della verità.

Le dichiarazioni della bambina non hanno però convinto l’avvocato Vitali, che difende l’imputato insieme all’avvocato Castignani: il legale ha rilevato come la bambina sarebbe incorsa in continue contraddizioni rispetto alle precedenti dichiarazioni rilasciate e messe a verbale, ed inoltre ha chiarito: “Se dovesse esserci il rinvio a giudizio non accetteremo alcun rito alternativo andremo in dibattimento e comunque entro la prossima settimana chiederemo la revoca della misura cautelare”. La criminologa Margherita Carlini, nominata consulente tecnico di parte dall’Esposito e presente stamane nell’aula, ha dichiarato: “E’ un caso che merita certamente indagini più approfondite a cominciare dal contesto familiare e sociale in cui si trova la bambina”. Nessun commento da parte dell’avvocato Stefano Nascimbeni, difensore della famiglia della piccola, che si è limitato a sottolineare come nella sostanza la bambina abbia confermato l’avvenuto abuso, ricollocandolo nello stesso posto e alla medesima ora. A questo punto bisognerà aspettare la chiusura delle indagini a seguito della quale il Pm deciderà se chiedere o meno il rinvio a giudizio.


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