Da Porto Recanati al secondo posto in Coppa Italia

KARATE - Risultato di prestigio per Tahir Echikr a Cesenatico
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di Maurizio Verdenelli

Affermazione a livello nazionale per il ‘marchigiano d’Algeria’ del karate: Tahir Echikr. A Cesenatico il giovane poulen, 23 anni, del maestro Remo Grassetti del Karate Do Academy Miyahira di Fermo, si è classificato al secondo posto nella Coppa Italia Wadokai per cinture nere, categoria seniores (- 78 kg), nella specialità kumite (combattimento). Tahir, cintura nera 2° dan, è da diverso tempo nella ‘rosa’ degli azzurrabili. La sua è una felice storia di integrazione. Da cinque anni in Italia con il padre Yacen, il giovane algerino con un talento per la pasticceria (la sua professione prima di quella attuale) ha abitato dapprima a Porto Recanati, poi seguendo il suo istruttore, il sarnanese Grassetti (già v.campione europeo e selezionatore della squadra azzurra campione del mondo in Inghilterra) si è stabilito a Fermo, dove ha trovato lavoro e dove fa parte del corpo docenti ed istruttori di Mastery, e cioè l’International Academy onlus per i sistemi integrati militari per la sicurezza di cui è presidente lo stesso Grassetti (vantando un direttivo con numerose ‘greche’). “Ringrazio tutti, a cominciare rispettosamente dai generali Leoni e Staccioli, la dottoressa Anna Maria Fumaio, suo marito Ugo Sgrosso, ma in modo particolare Remo Grassetti, che non è soltanto il mio maestro di karate ma anche e soprattutto di vita. Ed una citazione a parte per quello che considero il mio ‘fratello’ italiano: Luca Bruni, istruttore e docente al Mastery come me con cui divido tanta parte delle mie giornate” dice Tahir che si sottopone ad intensi sacrifici dividendo lo spazio delle sue giornate tra il lavoro a Fermo, gli allenamenti a Roma sotto la direzione del tecnico degli azzurri, il ruolo d’istruttore a Mastery e presso le palestre New Life di Porto San Giorgio e Roman Fitness di Porto Sant’Elpidio. Tahir, algerino delle Marche, promessa del karate nazionale, ha anche altre dediche da fare. In questo caso il riferimento è alla sua integrazione in Italia: “Grazie al dottor Ciro De Luca, dirigente del Commissariato di Ps a Fermo e al ten. Col. Antonio Dell’Arciprete, settempedano, comandante del Corpo municipale di Fermo. Devo tanto ad entrambi” dice il giovane, sorriso e modi semplici d’altri tempi che sembrano usciti freschi freschi dal libro ‘Cuore’ di  Edmondo De Amicis. E lui, novello Garrone, sorride quando dice: “Sono venuto in Italia con mio padre perché qui c’è il karate migliore del mondo e sono restato anche perché qui ho adesso un secondo padre: Remo (nelle foto durante la premiazione a Cesenatico con il maestro Grassetti ed anche con i colleghi del Karate Do Academy Miyahira)”.



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