Antonio Mollari, “un architetto ingegnere da riscoprire”
L'associazione culturale Diego De Minicis propone, il 21 ottobre alle ore 10, a Palazzo Persichetti Ugolini di Corridonia, una giornata di lancio della figura di Mollari
L’associazione culturale Diego De Minicis propone, il 21 ottobre alle ore 10, a Palazzo Persichetti Ugolini di Corridonia, una giornata di lancio della figura di“Antonio Mollari (1768 – 1843) – Un architetto ingegnere da riscoprire”, nativo dell’antica Montolmo, oggi Corridonia. All’evento parteciperanno il professor Giuseppe Cruciani-Fabozzi dell’Università di Firenze e Fabio Mariano, docente alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Ancona. Mollari è autore, tra le altre cose, del palazzo De Sanctis di Matelica oltre che del Palazzo comunale di Foligno e del Palazzo della Borsa di Trieste.
“Antonio Mollari, figura di spicco nel panorama dell’architettura neoclassica – spiega Gianfrancesco Berchiesi, presidente dell’associazione De Minicis – non sembra aver usufruito fin qui di un’apprezzabile fortuna critica, con la sola eccezione del Palazzo della Borsa Vecchia di Trieste. Mentre negli ultimi anni è infatti emersa una crescente attenzione per alcuni protagonisti marchigiani del ‘Neoclassicismo’, come Ireneo Aleandri, sulla personalità e la carriera di Mollari, che si guadagnò anche gli elogi del Canova e del Selva, persistono tuttora estese ‘zone d’ombra’, riguardo sia al periodo di formazione artistica e alle prove antecedenti il soggiorno triestino, sia ai numerosi incarichi svolti come Architetto Camerale e Ingegnere di Acque e Strade nel Dipartimento del Musone, avendo come collaboratore, per le commesse ricevute dopo il sisma del 1832, il figlio Luigi, anch’egli ingegnere, di cui si avvarrà nel cantiere assisiate della Basilica di Santa Maria degli Angeli e che sappiamo poi attivo a Terracina, dove realizzò il progetto di Antonio Sarti per il complesso di San Salvatore”.
Recentemente l’acquisizione di nuovi dati documentali grazie ad alcune indagini all’Archivio di Stato di Roma, e all’esame delle carte di Mollari, conservate dall’ingegner Fausto Carratù, ha permesso di approfondire la conoscenza dell’architetto montolmese, allievo a Roma di Giuseppe Valadier, fornendo le premesse per organizzare l’iniziativa di un grande convegno che si terrà il 15 e 16 giugno prossimi nella sede della Fondazione Giustiniani Bandini, alla quale hanno dato già la propria adesione esperti di fama e in cui verranno presentati specifici contributi da parte di vari studiosi e di alcuni giovani ricercatori.