Area Sabbatucci, Cittaverde: “E’ la più grande lottizzazione nella storia della città”

CIVITANOVA - La questione arriverà lunedì prossimo in consiglio comunale
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“Sulla lottizzazione ex Sabbatucci occorre spendere parole chiare davanti al silenzio politico-istituzionale che sta diventando imbarazzante e incomprensibile”. A seguito di un incontro pubblico sulla lottizzazione che approderà in consiglio comunale lunedì prossimo per l’approvazione definitiva del piano particolareggiato e che stando alle prime valutazioni politiche dovrebbe passare a maggioranza, Cittaverde torna sull’argomento criticando le soluzioni che verranno discusse: “La lottizzazione ex Sabbatucci è una eredità del centro destra ed è all’interno del Prg. Un Prg a cui le forze politiche dell’allora opposizione votarono contro. Oggi sta per arrivare in consiglio comunale dopo il sostanziale placet della maggioranza della Commissione Consigliare Urbanistica la “variante al Piano di Lottizzazione di iniziativa pubblica della lottizzazione”. Si tratta sostanzialmente di una lottizzazione che si estende su 20 ettari di terra compresi fra la stazione di servizio Vulcangas e via Oroboni. Una Lottizzazione in cui sono previste circa 90 abitazioni mono e bifamiliari e tre condomini. “Oggi siamo alla vigilia dell’approvazione della più grande lottizzazione della storia di Civitanova su area inedificata – continua l’associazione ambientalista –  una storia lunga 40 anni quando i proprietari acquistarono un’area come terreno agricolo. Tutte le giunte in questi lunghi anni non hanno mai, sulla base di valutazioni urbanistiche, ritenuto necessario trasformare quei 20 ettari in area edificabile”. Un travaglio politico secondo Cittaverde che ricorda come nelle due votazioni sul tema nel consiglio comunale del 2011 il Pd abbia votato a favore con alcuni assenti, mentre rifondazione non partecipò al voto. “Nella seconda votazione per l’approvazione definitiva il PD si spaccava e l’allora consigliere Giorgio Berdini, motivava il suo voto contrario denunciando lo scempio del territorio e votava contro e difformemente dal suo gruppo consigliare. Voto contrario anche da Rifondazione Comunista. Niente è cambiato da allora ma è da sottolineare che per far posto alla lottizzazione è stato tagliato un terzo dell’area protetta di affaccio collinare”. L’associazione allora chiede di ripensare alla lottizzazione: “Non si tratta di comprimere gli interessi legittimi delle proprietà – dice –  ma di operare nell’interesse pubblico. Pur restando le volumetrie previste dal Prg e i 22 ettari dell’area della lottizzazione è possibile realizzare un progetto che preveda meno consumo di territorio”.

(l.b.)



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