Rapporto Excelsior: più terziario che manifatturiero in provincia
Le previsioni 2012 della Camera di Commercio sono nere per l'occupazione. Note positive in agricoltura e nel turismo. Addio al contratto a tempo indeterminato.
di Gabriele Censi
Un anno orribile il 2012 per l’economia, anche in provincia di Macerata. I dati elaborati dalla Camera di Commercio lo confermano. “Le notizie non sono buone come è facile immaginare” dice il presidente dell’ente camerale Giuliano Bianchi introducendo il rapporto 2012. Il Sistema Informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro si colloca dal 1997 tra le maggiori fonti disponibili in Italia sui temi del mercato del lavoro e della formazione.
La parola chiave che sintetizza la ricerca è incertezza, e un atteggiamento di prudenza che prevale in un momento così complesso. Le imprese scelgono di attendere per fare scelte impegnative. Aumentano anche coloro che il lavoro non lo cercano più. Il dato totale è -1,2 % il calo della popolazione occupata dai 15 anni in su. Erano 132.300 gli occupati totali in provincia nel 2011, mille in meno rispetto all’anno precedente. Ma i dati forniscono anche delle importanti indicazioni. In provincia di Macerata per la prima volta in assoluto nel 2011 il manifatturiero è stato scavalcato dall’occupazione nei servizi. Il settore alberghiero e dei servizi turistici è quello che ha maggiori prospettive a fronte di un crollo del settore costruzioni.
L’occupazione è in crescita in agricoltura seppure su numeri assoluti marginali. La previsione 2012 illustrata da Annalisa Franceschetti dell’Area Promozione dell’ente camerale mostra un ulteriore calo in particolare nelle piccole imprese. Aumentano in controtendenza gli occupati tra gli immigrati e le motivazioni sono legate alla etnicizzazione delle tipologie di lavoro e alla maggiore disponibilità a contratti precari.
“Il contratto a tempo determinato è sempre di più una eccezione, -dice Lorenza Natali responsabile dell’Area Promozione- crescono le assunzione a tempo determinato. Le richieste sono maggiormente per operai specializzati, qui nelle Marche la media è superiore di molto a quella nazionale. A conferma di un tessuto manifatturiero comunque ancora importante”. Più difficile collocarsi prima dei 24 anni (salvo che nei servizi turistici) e dopo i 45 anni.
Soltanto un azienda su 8 assume e di queste una su quattro lo fa perché si aspetta un aumento della domanda. Il resto è un ricambio con saldi spesso negativi. Note positive in questo bollettino nero la maggiore predisposizione delle aziende alla formazione e all’uso di stage, spesso gratuiti ma che favoriscono la selezione che viene sempre più fatta attraverso conoscenza diretta e banche dati aziendali.





Perchè non dicono che gli stessi imprenditori che piangono miseria hanno fabbriche che lavorano a pieno regime in Cina od in altri paesi ,non è forse ora di fare una legge per riportare il lavoro qui in Italia??? E perchè non ci dicono che dopo 10 anni che sono in Cina o in altri paesi hanno il permesso di produrre con il marchio made in Italy???