Maxel Menga – Christophe Mileschi
Le recensioni dei libri a cura de La Bottega di Hamlin
di Elena Spadilero
«Nadja ritorna! Il grido rosso esplodeva a ripetizione nella mente di Rigaut mentre cercava di dormire. Nadja ritorna! Nadja ritorna! E quella stupida domanda, nel momento in cui sprofondava nell’oscurità dei suoi pensieri e che avrebbe ritrovato l’indomani fluttuante come un occhio di grasso nel suo caffè: ma cosa vuole da me?» Tutto fa pensare a un classico giallo alla Sherlock Holmes.
Una mattina, la signora Louise Rigaut scopre il cadavere di un uomo, denominato semplicemente il Montatore. Sul luogo del delitto giunge il commissario Maxel Menga, lo scorbutico protagonista del libro di Christophe Mileschi. Poco tempo dopo, un altro omicidio, con delle modalità molto simili al primo. Come se non bastasse, il cane di Roger, il marito della signora Rigaut, viene barbaramente trucidato e Menga è convinto che l’episodio si ricolleghi ai suoi casi. Ad un tratto, qualcosa cambia: la trama smette di seguire le logiche regole della narrazione, mentre le indagini di Menga passano quasi in secondo piano per lasciare spazio all’analisi di vari aspetti legati alla cultura del nostro tempo. La matassa è più ingarbugliata che mai, eppure l’arguto commissario sembra essere in grado di svelare gli enigmi che si celano dietro alle inquietanti morti. Tuttavia, quando ci convinciamo di essere giunti all’epilogo della vicenda, l’autore stesso stravolge il corso degli eventi, regalando al suo pubblico un finale imprevedibile.
Questo perché l’obbiettivo di Mileschi è quello di evitare il giallo fine a se stesso, vale a dire una storia che procede da sola, con dei colpi di scena disseminati qua e là per vivacizzare l’azione, che il lettore subisce quasi passivamente, lasciando allo scrittore il compito di creare l’intreccio e di giungere alla risoluzione dei misteri: al contrario, in Maxel Menga siamo tutti chiamati a partecipare al gioco, diventando anche noi protagonisti attivi. Maxel Menga è un libro da godere lentamente, gustando non solo la storia o i riferimenti a tematiche connesse alle mille facce e contraddizioni della società contemporanea, ma anche lo stile di scrittura di Mileschi, a tratti quasi ermetico e surreale quanto la Nadja del racconto (che più volte mi ha fatto tornare alla mente l’omonima protagonista del testo autobiografico di André Breton), ma comunque capace di affascinare e tenere viva l’attenzione fino all’ultima pagina.
Editore:
Liberilibri – www.liberilibri.it
Genere:
Narrativa
Data di uscita:
28 marzo 2009
Pagine:
222
EAN:
9788895481319
Liberilibri è una casa editrice di Macerata specializzata in narrativa e saggistica politico-filosofica d’ispirazione liberale e libertaria.
