A Treia i ragazzi dell’International Youth Meeting
In corso lo scambio culturale tra i giovani provenienti da Bulgaria, Irlanda, Germania e Ungheria
Per una volta a “fare” l’Europa non sono le incontrollabili oscillazioni dello spread ma i suoi i giovani. È attualmente in corso a Treia, infatti, l’annuale incontro dell’International Youth Meeting, interessante progetto di cooperazione per la valorizzazione dei patrimoni culturali delle nazioni europee. Un “gemellaggio”, ormai decennale, che vede qui protagonisti i “nuovi cittadini” provenienti dalle parrocchie di Treia (Italia), Rakovsky (Bulgaria), Arklow (Irlanda), Grobenzell (Germania) e Pilisvorosivar (Ungheria).
Si tratta di un’intensa settimana, trascorsa a rotazione in una di queste città europee (nel 2011 i giovani treiesi raggiunsero Grobenzell, cittadina poco distante da Monaco di Baviera), durante la quale i partecipanti, ospitati dalla famiglie del luogo, hanno la possibilità di confrontare i propri usi e costumi, studiare il patrimonio culturale, l’organizzazione politica, la gastronomia, conoscere il modo di vivere la religione e di sfruttare il tempo libero. I giovani coinvolti possono altresì approfondire o approcciarsi per la prima volta alle lingue straniere, attraverso il contatto diretto con le tradizioni e le abitudini dei loro coetanei, esperienza capace di arricchire appieno il loro bagaglio umano.
I giorni già trascorsi in Italia hanno consentito perciò ai ragazzi e alle ragazze dell’International Youth Meeting di conoscere la storia e le tradizioni della città di Treia, accolti ufficialmente presso il Palazzo comunale dal sindaco Luigi Santalucia e in Vicaria dal parroco don Vittorio Fratini, oltre che di visitare alcuni principali luoghi d’interesse della regione Marche. Guidati dai giovani “ciceroni” della locale Consulta giovanile, da alcuni volontari e da don Giuseppe Branchesi, particolarmente attivo in questi anni nel mantenere viva l’attenzione verso tale progetto inteso come preziosa “scuola di umanità” offerta dalla Chiesa, il gruppo dei “cooperanti” si appresta perciò nei prossimi giorni a tornare in Patria consapevole d’aver approfittato al meglio di questa – come l’ha più volte definita lo stesso don Giuseppe – “ricchezza in viaggio” tra le nazioni. Un valore che, a dispetto dei parametri economici, speriamo sia sempre in ascesa tra le nuove generazioni.


