Le papere di San Giuliano
MACERATA - Tanta gente ha partecipato al talk show condotto da Filippo Davoli
Tutto esaurito per il talk show maceratese di San Giuliano, organizzato dalla Libreria Feltrinelli e condotto da Filippo Davoli, alla presenza di numerosi ospiti, chiamati di tra il pubblico a salire sul “palco”: si comincia da Maurizio Boldrini (attore e regista, fondatore del “Minimo Teatro”); a seguire Irene Dipré (pittrice, docente di Storia dell’Arte), Guido Garufi (scrittore e critico letterario prestato alla politica), Silvano Iommi (architetto, già assessore all’Urbanistica nel Comune di Macerata), Mirella (cuoca, nonché personaggio maceratese dalla battuta pronta e fulminante) della “Trattoria da Ezio”, Ugo Bellesi (giornalista, storico delle tradizioni maceratesi, in particolare gastronomiche), Fernando Pallocchini (direttore del periodico “La rucola”).
Intreccio mirabile di aneddoti, vere e proprie gaffes, ma anche incursioni nel “mondo della papera”, sia reale che metaforica: è il caso di Guido Garufi che prende lo spunto dalla Filosofia per offrire una reinterpretazione emozionante di Walt Disney e dei suoi paperi, o di Irene Dipré che fa un ventaglio del soggetto artistico della “papera” in svariati classici della pittura occidentale, prima di dedicarsi a due papere tecniche di Leonardo Da Vinci. Dedicato invece alla “papera madre” dell’incompiuta Strada Nord maceratese l’intervento principale di Silvano Iommi, cui si collegano agevolmente altre papere amministrative raccontate da Fernando Pallocchini.
Boldrini ha demitizzato un’interpretazione di Leopardi ad opera di Giorgio Strehler, mostrando come – mediante il linguaggio segnico degli attori e un rarissimo video – si tratti in realtà di una macroscopica serie di papere inanellate una dietro l’altra.
Bellesi, invece, ha – come da programma – fornito le motivazioni che legano la papera alla festa di San Giuliano.
Ma nel bel mezzo della serata, ecco la sorpresona: dalla “Trattoria Da Ezio” arriva una papera arrosto con le patate, cucinata da Mirella per il pubblico, insieme a due bottiglie di vino cotto offerte dall’artista Silvio Craia, il quale smaschera quella che probabilmente è la papera maceratese più recente: il nuovo logo dello Sferisterio ha le colonnine dei palchi interni disegnate nell’esterno della struttura, dove invece, in realtà, si trovano gli archetti.
Intrattiene i sazi Guido Garufi, con due esilaranti papere tratte dai resoconti passati e recenti delle sedute consiliari. Chiude la serata Maurizio Boldrini con una bella poesia di Luciano Pascocci, definito dallo stesso Boldrini “l’ultimo poeta di Macerata”, e intitolata – per l’appunto – “La papera”.
