“Macerata, una Provincia da salvare”
L’Oscar Dante Ferretti lancia l’appello

Lo scenografo fa sentire la sua autorevole voce nella querelle sulla soppressione dell'ente: "La mia terra è la mia storia e ad essa sono profondamente legato"
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Dante Ferretti ha ricevuto il 16 luglio la cittadinanza onoraria del Comune di Macerata

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Dante Ferretti lungo Piaggia della Torre

di Alessandra Pierini

Nella querelle scatenata dall’articolo 17 della legge sullo “spending review” in base al quale le Province di Macerata, Ascoli e Fermo non hanno i requisiti necessari (350.000 abitanti e 250 chilometri quadri di superficie) per evitare la soppressione. Nei giorni scorsi, l’onorevole Amedeo Ciccanti ha proposto lo “shopping” di comuni limitrofi per salvare Macerata (leggi l’articolo), suggerimento che non è stato affatto gradito dal sindaco di Macerata Romano Carancini che  ha criticato l’intervento come inaccettabile e inopportuno (leggi l’articolo). «Non abbiamo bisogno di lui – ha tuonato il primo cittadino – vada a giocare a Risiko ad Ascoli». La vicenda tiene banco non solo nelle sedi politiche e dal coro si leva la voce autorevole del maceratese tre volte premio Oscar Dante Ferretti il quale, il mese scorso, ha ricevuto nella sua città natale la cittadinanza onoraria, insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo (leggi l’articolo).
«Ho più volte evidenziato – sottolinea –  come la mia città di origine, Macerata, ed il territorio della sua provincia siano nel mio cuore e come profondo sia il legame che mi unisce a loro; da ultimo ho rinnovato questo rapporto, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria, lo scorso 16 luglio. La mia storia tre origine anche dalla storia secolare di questa terra e della sua gente , che formano un insieme armonico ed omogeneo, caratterizzato da sobrietà, serietà, laboriosità, attenzione alla buona amministrazione, solidarietà, amore per la cultura e per l’arte in tutte le sue espressioni. Alcuni miei concittadini mi hanno informato, in questi giorni, che la città di Macerata ed il suo territorio potrebbero vedere cancellata la propria autonomia, la sua storia, con l’inevitabile disgregazione della sua comunità e perdita della sua peculiarità. Non voglio e non posso entrare nel merito della vicenda, ma accolgo l’appello rivoltomi dai miei concittadini in nome del comune amore per la nostra terra e la sua storia e, pertanto, chiedo al Sindaco della città di Macerata, al Presidente della Provincia di Macerata ed agli organi di Governo della Regione che facciano quanto in loro potere per conservare l’autonomia e l’identità di Macerata e del suo territorio provinciale». Un appello, quello di Ferretti, che valorizza la mobilitazione di tanti maceratesi che non accettano un provvedimento che mette a repentaglio le prerogative di un territorio.

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Dante Ferretti allo Sferisterio durante le prove della sua Carmen del 2008 (foto Tabocchini)

Intanto il neocostituito Comitato per Macerata ed il suo Territorio, ha già raccolto circa  400 adesioni: «Ricordiamo che la nostra attività, come da statuto, è quella di sensibilizzare le istituzioni circa la peculiarità del territorio maceratese, che può essere polverizzato. Ricordiamo, inoltre, che la provincia di Ascoli ha una situazione di bilancio altamente deficitaria e, in caso di fusione ( perchè non si tratta di chiudere le province, ma di accorparne alcune), il virtuoso modus operandi maceratese verrebbe pienamente assorbito, con conseguenze immaginabili per tutti i cittadini, dai conti fortemente sbilanciati della Provincia di Ascoli.
Nell’ultima settimana di agosto o nella prima di settembre promuoveremo un incontro pubblico a cui inviteremo gli esponenti politici del nostro territorio, per esporre loro le nostre proposte e per sentire in cosa si sia concretizzato il loro impegno, fino ad oggi. Nel frattempo , abbiamo cercato di contattare alcuni esponenti politici ( consiglieri regionali o deputati) che, forse a causa della pausa estiva, hanno declinato i nostri inviti. Per ogni informazione macerataterritorio@gmail.com».
Tra i politici contrari al “riordino” delle Province, il deputato del Pd Mario Cavallaro che chiede al suo partito un intervento forte: «Il Pd, al cui gruppo parlamentare aderiscono molti dei deputati che hanno espresso riserve sulla linea assunta dal governo anche attraverso numerosi ordini del giorno, deve assolutamente – memore del proprio coraggioso voto di astensione di un anno fa sulla demagogica richiesta di “soppressione” delle province – dar seguito e corpo a questi rilievi, evitando che essi siano stucchevolmente di nuovo omologati alla difesa di un’inesistente “casta” o al provincialismo campanilista. In realtà sono i territori, nella loro ribollente protesta popolare, a dimostrare che l’illuministica idea di tracciare nuovi confini neocoloniali con righe e compassi, o con numeri astratti, non ha alcun pregio e neppure alcun valore economico.Non sono stati elaborati parametri di buon funzionamento, modelli econometrici, valutati progetti innovativi, ma semplicemente adottati facili, consolatori e falsamente salomonici parametri numerici minimali, che sono privi di senso logico, sociale ed economico. Infatti, in un paese articolato come l’Italia, la stessa misura di superficie comprende sia aree effettivamente omogenee e molto concentrate, se la si applica alla pianura padana, sia aree dalla complessa orografia se si parla delle fasce alpine o appenniniche».



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