Perché villeggiare a Porto Recanati?

Hanno scelto di passare le vacanze nella ridente cittadina balneare i figli del premier Monti, ma anche la centenaria Elda Ciappi
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Rosalba-Ubaldi-e-Giovanni-Monti

Il sindaco di Porto Recanati, Rosalba Ubaldi, e Giovanni Monti, figlio del premier Mario

di Gabor Bonifazi

“Perché viene qui a villeggiare, visto che la cittadina non è accogliente, la spiaggia è ciottolosa e l’acqua perennemente torbida?”.  A questa domanda provocatoria non ho ottenuto mai una risposta soddisfacente, finché l’altro giorno non fui deportato dal bagnino in un ombrellone a sud del balneare, accanto ad una graziosa e malinconica signora bionda con bikini rosa che stava tranquillamente sdraiata a fissare l’orizzonte e forse a pensare. Anche a lei posi all’improvviso la solita domanda retorica e la signora mi diede una spiegazione parziale: «Vengo da Milano e prima di sposarmi con un recanatese andavo a Rapallo. Qui si sta larghi».
Naturalmente la domanda era pleonastica in quanto mi ero dato da oltre trent’anni una plausibile e articolata risposta. Tuttavia cercavo solo una conferma per capire come mai il villeggiante si fosse così allontanato dal mare e quindi da tutte quelle fantastiche attività ludico/ sportive che solo l’acqua marina permettono di esercitare liberamente: nuoto, pesca, voga.
E’ questa anche la domanda che si dovrebbe porre ai figli del premier  Monti (leggi l’articolo). Perché  i Monti hanno scelto proprio il balneare di Annito e figli nonostante i 22,3 km di costa maceratese? Rebus sic stantibus visto che l’Italia ha 7375 chilometri di costa. Di questi, cinquemila (per la precisione: 5.017,1) sono balneabili. Gli stabilimenti sono dodicimila, dice il Wwf.
Nelle Marche ci sono 180 km di costa, una sequela di Bandiere Blu e 54 bagnini nella sola Porto Recanati. Credo che i turisti possono scegliersi lo stabilimento che preferiscono, aprire l’ombrellone e stendersi tranquillamente su un lettino.  Probabilmente a Porto violette-de-toulouseRecanati si viene perché è una cittadina tranquilla, i bambini possono giocare liberi sul lungomare e l’atmosfera riposante risulta perfetta per una vacanza familiare. E una volta conosciuta questa citta’ balneare non si puo’ che innamorarsi e ritornare.
Accadde così che nel 2004, mentre ero in attesa dei controversi dati sul calo delle presenze turistiche e delle relative responsabilità, conobbi una vacanziera eccezionale. Elda Ciappi, un’arzilla centenaria che si fece accompagnare dai figli da Roma a Porto Recanati per rivisitare quei luoghi nei quali era stata all’età di sedici anni adolescente felice. La signora Elda, figlia del ministro Ciappi, originaria di Belforte del Chienti, poi trapiantata a Roma e coniugata con Santolini non rivedeva più la riviera di Porto Recanati da ben ottantrè anni. In questa straordinaria ricerca del tempo perduto lungo viale Lepanto, la signora Elda non è riuscita a vedere la bagnina Pasqualina e lo chalet di Beniamino Gigli, entrambi cancellati dall’ingiuria del tempo, ma ha subito individuato Palazzo Mancini, quella casa sull’Adriatico dove forse provò il primo tenero innamoramento vacanziero. Probabilmente i giornali hanno esagerato a far risalire il turismo balneare a centocinquant’anni fa, ma di certo quello pioneristico lo si può datare a inizi ‘900.  Comunque, nonostante i catastrofisti avessero profetizzato da diverso tempo l’Apocalisse prima con la glaciazione, poi con la desertificazione, per via di quel maledetto buco e per altri infiniti mali oscuri, anche questa bella estate sembra non voler finire mai.

Bagnanti-a-Pesaro



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