Caso Acom, il sindaco attacca: “La Provincia blocca il bilancio di Montecosaro”

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STEFANO-CARDINALI

Il sindaco Stefano Cardinali

Da Stefano Cardinali, sindaco di Montecosaro, riceviamo:

“La Giunta Comunale di Montecosaro è compatta nello stigmatizzare i fatti legati alla stretta attualità sulla vendita dell’ACOM. Ruolo di spettatore che il Comune non intende in alcun modo accettare, anche per evitare di restare l’unico soggetto a carico del quale si potrebbero produrre delle gravi conseguenze dall’iniziativa giudiziaria promossa dalla Provincia. Infatti, dopo aver presentato, a giugno, un ricorso al TAR di discutibile contenuto (spetterà, comunque, al giudice decidere sul merito) e dopo aver chiesto al TAR un primo rinvio dell’udienza cautelare già fissata per lo scorso 23 giugno, all’udienza del 26
luglio la Provincia ha chiesto un altro rinvio, in base al fatto che la stessa – come dichiarato anche dall’Assessore Palombini – sta per pubblicare il bando per la vendita delle proprie azioni di ACOM spa. Il TAR – secondo le regole del processo amministrativo, alle quali non è possibile derogare – a fronte della richiesta di rinvio proveniente da chi ha promosso il ricorso, non ha potuto che concedere lo stesso, fissando, però, l’udienza al 13 settembre (la prima data utile). Lascia stupiti il comportamento della Provincia che, lamentando (ad inizio giugno) un danno grave ed irreparabile, chiede due differimenti consecutivi dell’udienza, rendendo, così, evidente a tutti che non solo non ha un effettivo interesse a coltivare il giudizio, ma che, sicuramente, non rischia di subire alcun danno grave, altrimenti sarebbe stata la stessa Provincia la prima ad avere interesse ad una
decisione della causa il più celermente possibile. Di tale atteggiamento, di dubbia correttezza sul piano politico-istituzionale, fanno le spese il Comune di Montecosaro ed i suoi cittadini: infatti, le risorse provenienti dalla vendita delle azioni ACOM sono importanti
per la gestione amministrativa dell’Ente. A questo punto, il Comune si trova costretto a valutare se adottare soluzioni a tutela dell’Ente, anche interrompendo – con quanto ne consegue anche in termini di pagamenti e investimenti – l’utilizzazione delle risorse provenienti dalla vendita delle azioni ACOM”.


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