Obiettivi raggiunti per il Gus ai mondiali antirazzisti

La corsa si è fermata alle fasi finali, “ma è stata una grande festa” per i ragazzi
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Gus_Mondiali_AntirazzistiSi è fermata alle fasi finali l’avventura dei ragazzi ospiti del Gus, Gruppo Umana Solidarietà che hanno partecipato ai mondiali antirazzisti che si sono svolti in questi giorni a Castelfranco Emilia. Dopo la prima vittoria per 8 a 0, e le altre sempre a cifra tonda, i ragazzi sono passati alle fasi finali. Qui però la loro corsa si è fermata. Poco male, la vera partita era un’altra, e aveva a che fare con l’amicizia fra ragazzi provenienti dai paesi più lontani. “Un’amicizia che in questi giorni si è concretizzata in ogni modo e in ogni situazione in quella che è stata una vera e propria festa, di sport e di fratellanza”, afferma Manuela Penna responsabile del progetto Sprar del Gus. “Dimenticatevi i cori da stadio, gli sguardi minacciosi e le partite sospese per violenze sugli spalti. Qui la competizione si è trasformata in sorriso e i vessilli delle squadre sostituiti da bandiere della pace e slogan contro ogni forma di discriminazione”. Per ragazzi che vivono una quotidianità tutt’altro che facile, in fuga dal loro paese di origine e in una condizione precaria come è quella del richiedente asilo, ritrovarsi in mezzo ad altri ragazzi provenienti da altri paesi, giocare a calcio, e partecipare ai momenti di festa nelle serate “è stata un’esperienza bellissima”, come dice entusiasta il ghanese Tanko Mansur, uno dei bomber della rappresentativa marchigiana ai mondiali antirazzisti. Gli altri Rashed Wali, Enock Asante, Bubakarry Kijera, Karim Abdullai e Mohammed Contè.  Musica, sport, amicizia, elementi fondamentali per ricostruire un legame con la realtà quotidiana. Il Gus partecipando ai mondiali con i suoi ragazzi ha raggiunto il suo obiettivo.

Tre i camper partiti dalla sede del Gus di Macerata, con quattordici ragazzi, ospiti delle Marche, e quattro operatori. E proprio Manuela Penna, tra questi sottolinea come questa sia stata “una manifestazione che ha annullato le distanze e i ruoli sociali, ed era bellissimo vedere i ragazzi che alla fine di ogni giornata lavavano la loro divisa e la stendevano ai lati del camper”. Camper che per molti di loro è stato un elemento di novità molto apprezzato.



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