L’accesso al credito in tempo di crisi /2

Convenzioni stipulate tra la Banca della Provincia di Macerata ed i Consorzi di Garanzia

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Toni-Guardiani

Toni Guardiani

di Toni Guardiani*

In riferimento all’articolo (leggi) sull’accesso al credito in tempo di crisi, si illustrava come sia diventato sempre più importante il ruolo della garanzia nel rapporto tra banche e piccole imprese. A tal fine la Banca della Provincia di Macerata (www.bancamacerata.it) ha già in essere diverse convenzioni con le maggiori cooperative di garanzia del territorio, le quali sono dei veri e propri intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia (Confidi iscritti all’art. 107 del Testo Unico Bancario) con una solida struttura di garanzia ed una significativa presenza sul territorio. Esse sono in grado di offrire ai soci maggiore potere negoziale e miglior rating per garantire prestiti e finanziamenti alle imprese, oltre alla possibilità di garantire il credito a breve con un effetto di maggiore liquidità e minori costi. I Confidi hanno la capacità di rilasciare per i finanziamenti che verranno concessi ai propri soci/consorziati dalla Banca, a valere sulle suddette convenzioni, una garanzia personale, diretta, esplicita, incondizionata, irrevocabile ed escutibile a prima richiesta, in modo che la stessa possa essere riconosciuta come strumento di mitigazione del rischio di credito in applicazione delle regole stabilite dalla convenzione “Basilea 2”.

Con la sottoscrizione di queste convenzioni, le Cooperative, forti di garanzie mutualistiche importanti, capaci di dialogare alla pari con la Banca (una delle priorità dell’attuale fase congiunturale), intendono ancor più, attraverso un rinnovato radicamento territoriale, esprimere la propria vicinanza al mondo delle imprese.

Parimenti, la Banca della Provincia di Macerata, attraverso l’accordo, intende offrire i suoi servizi presso i propri sportelli, e punti finanziari di prossima apertura, localizzati in tutto il territorio maceratese. Tutto il tessuto imprenditoriale della Provincia di Macerata, ma anche di Fermo (viste le omogeneità economiche e culturali con Macerata) potrà quindi utilizzare questo validissimo strumento di mitigazione del rischio.

Tutto ciò premesso, vediamo in pratica come si svolge la valutazione di una richiesta di affidamento ed i requisiti richiesti alle imprese.

Nell’ambito di una valutazione di una richiesta di affidamento ci sono dei principi guida che vanno, sostanzialmente, seguiti e che determinano i requisiti fondamentali:

a) frazionamento del rischio;

b) utilizzo di forme tecniche di fido coerenti ed adeguate;                                

c) valutazione oggettiva del richiedente e delle sue capacità di rimborso;                                                       

d) valutazione qualitativa del richiedente.

Il primo punto rappresenta il principio fondamentale nella gestione dei crediti e tende ad evitare che la Banca sia eccessivamente esposta nei confronti di un singolo cliente / gruppo / settore. E’ sempre più importante, in particolar modo per realtà bancarie locali e di piccole dimensioni, erogare credito in maniera frazionata e di importo contenuto, al fine di diversificare al massimo gli impieghi ed accogliere un numero maggiore di richieste.

Il secondo punto, invece, si riferisce alla necessità di utilizzare delle forme tecniche di fido coerenti alle reali necessità aziendali. Al fine di evitare squilibri tra le fonti di impiego e di finanziamento, è importante evitare di finanziare l’acquisto di macchinari o immobili, ad esempio, con linee di credito ordinarie/correnti  (scoperto di conto corrente, smobilizzo crediti commerciali), che per loro natura devono servire per sostenere le spese correnti. Gli investimenti devono essere finanziati con linee con più appropriate, come mutui chirografari e/o ipotecari.

Per il punto c) si andranno a verificare le capacità di rimborso (produrre flussi di reddito tali da sostituire nel tempo il debito con capitale proprio), capacità economiche (fatturato, redditività, prospettive, ecc.), capacità patrimoniali (livello di capitalizzazione, equilibrio strutturale, ecc.),  finanziarie (gestione finanziaria, liquidità, ciclo monetario, ecc.), dimensionamento dei fidi/indebitamento e dati certi (corrispondenza con fidi dichiarati, anomalie, sconfinamenti, garanzie, ecc.). Se  già cliente , si effettua anche un’analisi dell’andamento operativo del rapporto.  Considerata la complessità e quantità delle variabili in esame, il giudizio finale, ancorchè “oggettivo”, non può quindi prescindere da una valutazione ed un’interpretazione personale degli organi deliberanti.

Per il punto d) invece risulta importante acquisire più informazioni possibili in merito al profilo di Governance dell’impresa, verificare se possono esistere eventuali problemi di passaggio generazionale,conoscere gli amministratori ed i soci, ecc.  Sempre in tale contesto è fondamentale conoscere e valutare la situazione complessiva del “profilo rischi” di impresa (immagine, rischi finanziari, rischio paese per export, ecc.) e del posizionamento strategico (diversificazione dei prodotti, innovazione, mercato di riferimento, rapporti con fornitori, ecc.); non ultimo si richiede la presentazione di un approfondito “business plan” ed una relazione di presentazione.

In sostanza, la Banca cerca di valutare l’azienda analizzando il suo merito creditizio, che si definisce come l’apprezzamento della solvibilità di un debitore. Per il futuro del nostro paese è necessario difendere proprio le imprese meritevoli, e cioè quelle che si dimostrano valide e solide. Le banche devono fare la loro parte erogando credito a queste aziende con una politica di lungo periodo, sostenendole e rinforzandole, perchè l’obiettivo comune è sempre la crescita non solo economica, ma anche e soprattutto sociale e culturale.

*Responsabile Area Crediti Banca della Provincia di Macerata


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