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La Corte d’Appello assolve Luigi Tosti,
il giudice anti-crocifisso

Era accusato di non aver voluto celebrare processi per la presenza del crocifisso nelle aule del tribunale di Camerino. In primo grado era stato condannato a un anno e due mesi
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Il giudice Luigi Tosti

La Corte d’Appello dell’Aquila, ribaltando la sentenza di condanna di primo grado, ha assolto «perché il fatto non sussiste» il giudice Luigi Tosti, accusato di essersi rifiutato di celebrare udienze nelle aule del tribunale di Camerino per la presenza di un crocifisso. L’accusa contestata era «omissione di atti d’ufficio». In primo grado era stato condannato a un anno e due mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici.

 Il suo rifiuto scaturì dalla circostanza che l’esposizione obbligatoria nei tribunali statali italiani di un simbolo confessionale, secondo il giudice Tosti, viola non solo l’obbligo dello Stato italiano, e quindi dei giudici, di amministrare la giustizia in modo visibilmente imparziale e neutrale, ma anche il diritto di libertà religiosa delle persone che, per ragioni di lavoro o di giustizia, sono obbligate a lavorare e/o frequentare gli uffici giudiziari.

Tosti, assistito dafli avvocati Dario Visconti e Carla Corsetti, aveva ottenuto di essere processato in un’aula della Corte d’Appello priva di crocifisso. Questo gli è stato concesso in seguito all’accoglimento di un’istanza fatta dal suo legale, dopo un’ora di camera di consiglio. La magistratura aquilana si occupa del caso Tosti in quanto i giudici del capoluogo di regione si occupano delle vicende riguardanti i loro colleghi che operano nelle Marche.

Il giudice, residente da tempo a Rimini, ha iniziato la sua battaglia dal settembre del 2005 quando per la prima volta si rifiutò di tenere udienza in una aula dove fosse esposto il crocifisso. Da allora non ha fatto altro che girare i tribunali da giudicato invece che da giudicante. In questa battaglia personale ha incassato molti sostegni, come quello di Marco Pannella che ha assistito a uno dei suoi processi dell’Aquila come gesto di sostegno politico. Oppure, come quello di Margherita Hack che ha dichiarato: “Trovo scandaloso e anticostituzionale che il Giudice Tosti debba subire un altro processo, la sua vicenda ha dell’incredibile. Non è ammissibile che il giudice Tosti debba subire tutto questo per aver espresso la sua opinione. Siamo una Nazione laica e non abbiamo una religione di Stato!”

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