Il popolo dell’Oratorio Salesiano si mobilita contro la chiusura

Un manifesto per far chiarezza sullo scioglimento della Comunità Religiosa e della Parrocchia di Porto Recanati

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salesiani-1-esterno1-300x225di Stefano Palanca

Un manifesto, una raccolta firme e la richiesta formale di non chiudere l’oratorio di Porto Recanati. Questo è il risultato della riunione ma anche di quel che verrà fatto da qui a tre mesi dalla Comunità Educativa o Consiglio Pastorale. Infondate, invece, alcune voci di un’eventuale gestione dell’oratorio da parte di laici, quasi come fosse un’azienda. Sono in corso riunioni serrate da parte dei vari animatori, cooperatori e responsabili dei diversi gruppi che, all’interno dell’oratorio salesiano di Porto Recanati, si impegnano della crescita e maturazione dei ragazzi. C’è aria di chiusura all’Oratorio Salesiano portorecanatese, almeno di smobilitazione per quel che riguarda l’opera salesiana. C’è invece grande fermento e voglia di fare, di continuare, di puntare i piedi da parte dei vari gruppi che ruotano e sono anche fondamentali per l’oratorio: catechisti, coro, gruppo Scout, gruppo Amici Domenico Savio, Polisportiva Giovanile Salesiana, Ex allievi, Caritas e molti altri (non me ne vogliano quelli che non sono stati citati).  Per far chiarezza sullo scioglimento della Comunità Religiosa e della Parrocchia Salesiana di Porto Recanati, in una delle ultime riunioni della Comunità Educativa Pastorale ma in forma allargata a amici, simpatizzanti e cittadini, ha firmato quello che sarà il “manifesto” da cui partire. All’interno, infatti, si legge: “Lunedì 11 Giugno 2012 il Vicario del superiore Salesiano  della Circoscrizione Italia Centrale Don Antonello Sanna ha convocato  prima  la Comunità Religiosa e il consiglio del centro locale dei Salesiani Cooperatori, poi,  congiuntamente, i consigli Parrocchiale ed Oratoriano per comunicare la volontà dei Superiori Salesiani di sciogliere la comunità religiosa, a partire dal settembre 2013”.


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In soldoni: la decisione è scesa dall’alto senza un’analisi dell’ambiante di cui si parla, una vera e propria terra di missione (missionari sono infatti i salesiani), in una città col 23% di stranieri in parte integrati e in parte da integrare, quando in Italia c’è una media del 7% e Porto Recanati ne risulta dunque al 3° posto. Problema apparente e in parte reale, la mancanza di vocazioni, ma negli ultimi anni sono due i portorecanatesi diventati salesiani, segno che il terreno fertile in città, decisamente c’è. “La Parrocchia – prosegue il manifesto – verrebbe gestita dal clero diocesano e l’Oratorio, invece, rimarrebbe alla Famiglia Salesiana che lo gestirebbe tramite i laici Salesiani Cooperatori e altri laici volontari. Per un anno ancora, o forse più, rimarrebbero disponibili, ma incardinati nella Comunità Salesiana di Loreto, l’attuale Parroco don Pietro Urbinis e Don Ennio Borgogna per garantire il periodo di transizione”. L’idea di questo manifesto è quindi quella di scuotere le coscienze della gente sperando cioè di convincere che “la comunità religiosa non venga sciolta, perché  Porto Recanati sta attraversando un periodo particolarmente difficile per il fenomeno della immigrazione interna ed straniera, per i cambiamenti sociali e culturali che inducono giovani e famiglie nella passività, nel consumismo, nel grave problema del consumo e dello spaccio di stupefacenti, nell’agnosticismo e relativismo morale e religioso: nuove povertà che non solo richiedono la conferma dei Salesiani a Porto Recanati, ma addirittura invocano il rilancio del Carisma di Don Bosco nel mondo odierno.I laici possono certamente dare una mano significativa in quest’opera sociale ed educativa, ma difficilmente potrebbero sostituirsi in toto al Carisma salesiano e sostenere il peso e la gestione di una struttura fondamentale per la città”.

campo-e-campanile-internoOltre a questo documento in cui la Comunità si affaccia alla gente sono in arrivo incontri con tutte le autorità civili e religiose, compreso il Vescovo Giuliodori, in modo da coinvolgere più enti e persone possibile. Tra le altre iniziative, sempre affiancate dal “manifesto”, anche una probabile raccolta firme per far sentire ancor di più la voce di quanti vogliono che l’oratorio salesiano, lo spirito salesiano e la chiesa salesiana continuino il loro lavoro. Conclude infatti il comunicato: “La proposta dei Superiori salesiani, poi, sembra quanto mai inopportuna anche perché smembra il trinomio Famiglia – Oratorio – Parrocchia, trinomio fondamentale per la crescita di ‘onesti cittadini e buoni cristiani’ come voleva Don Bosco”. 


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