Medaglie d’onore ai deportati nei campi nazisti
Enrico Lorenzotti, Mario Fortuna, Alfio Colonnelli e Luigi Campilia decorati in Prefettura
Il Prefetto di Macerata Pietro Giardina ha consegnato oggi nel palazzo del Governo le Medaglie d’Onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra ed ai familiari dei deceduti. Con lui, tutte le autorità civili e militari. i Sindaci ed i rappresentanti dei Comuni dei decorati che hanno consegnato le medaglie d’onore a quattro cittadini della provincia. Dopo l’Inno di Mameli è iniziata la cerimonia. Il sindaco di Castelraimondo, Renzo Marinelli ha consegnato la Medaglia d’onore a Enrico Lorenzotti, militare, deceduto, internato nel campo Stammlager III D dall’otto settembre 1943 al primo maggio 1945, ritirata dalla moglie Terzina Barboni. Il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli ha consegnato la decorazione a Mario Fortuna, militare internato nel lager 782/C dal primo ottobre 1943 deceduto in seguito a fucilazione il 23 aprile 1945, restituito ai familiari a seguito di una lettera dell’Ambasciata italiana a Berlino. La medaglia è stata ritirata dalla nipote Tiziana De Angelis.
Il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, ha decorato Alfio Colonnelli, civile internato in Germania dal 5 maggio 1944 all’8 maggio 1945. Il sindaco di Treia, Luigi Santalucia, ha decorato Luigi Campilia, militare internato nel campo di lavoro di Asckesleve dal 10 settembre 1943 al 25 luglio 1945. “Il termine IMI (acronimo di Italianische Milita Internierten) fu il termine adottato dalle autorità tedesche nei confronti dei soldati italiani catturati, rastrellati e deportati nei territori del Terzo Reich- ha ricordato il Prefetto- nei giorni immediatamente successivi all’Armistizio dell’8 settembre 1943. Tra gli internati ed i deportati molti furono destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra ed a tutti i militari internati fu negato lo status di prigionieri di guerra previsto dalla Convenzione di Ginevra del 1929, che era stata sottoscritta anche dalla Germania. A tutt’oggi ancora non è certo il numero degli internati e deportati. Si stima che, tra l’8 settembre 1943 e l’8 maggio 1945, oltre settecentomila italiani militari e civili deportati ed internati in Germania, per venti mesi, giorno dopo giorno furono costretti a servire l’economia e la macchina bellica del regime hitleriano che, aggirando l’osservanza delle norme dei trattati internazionali, li privò dello status di prigionieri di guerra, sottoponendoli, nella maggior parte dei casi, a trattamenti inumani.”
“Voglio ricordare in questa occasione -ha concluso Giardina- le parole del Presidente Napolitano, che all’indomani dell’approvazione della legge istitutiva di questa onorificenza, ha voluto sottolinearne l’importanza sia pur simbolica. Questa medaglia, come ha detto, vuole essere una testimonianza del valore e della dignità con cui migliaia di italiani scelsero consapevolmente di rinunciare alla libertà per mantenere fede al giuramento prestato alla patria e ai propri ideali. Credo fermamente che la memoria di questi fatti debba essere onorata e debba rimanere un esempio anche per le future generazioni”
(foto-servizio di Guido Picchio)




