I polentari treiesi protagonisti a Badia Polesine

Il gruppo, guidato da don Peppe Branchesi, ha partecipato all'undicesimo raduno nazionale

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Il gruppo a Badia Polesine

I polentari treiesi, guidati da don Giuseppe Branchesi, protagonisti all’11esimo raduno nazionale a Badia Polesine (Rovigo). Il consiglio, nel quale sono rappresentate le diciassette delegazioni che fanno parte dell’associazione, ha deciso di organizzare un evento nelle Marche per raccogliere fondi da inviare alle popolazioni dell’Emilia colpite da un rovinoso terremoto i cui effetti si sono sentite, seppure meno pesantemente, anche nel Polesine che ha ospitato il meeting biennale dei polentari da venerdì a domenica scorsi. Dice don Branchesi, presidente onorario dell’associazione dopo esserne stato il N°1 per oltre dieci anni: “Stiamo individuando una località in provincia di Macerata, forse sulla costa, per questo evento da cui speriamo di trarre almeno duecentomila euro da inviare in beneficenza. Un evento sul modello di quello che abbiamo realizzato nel 1998, a Cesi, sull’altopiano di Colfiorito a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma del settembre ‘97. Dieci anni più tardi abbiamo poi ripetuto l’incontro, ancora con grande successo. Siamo dunque abbastanza collaudati. Inoltre sono piuttosto fiducioso della presenza, in qualche modo, della ‘nostra’ squadra campione d’Italia: la Lube, treiese e maceratese insieme!”.
Dice il presidente nazionale, Sebastiano Arcai, da Arborea (Oristano): “Speriamo di riuscire a realizzare questo progetto entro un mese e mezzo al massimo. Abbiamo pensato alle Marche per non gravare con la nostra presenza l’opera dei soccorritori in Emilia e contemporaneamente restare contigui alle popolazioni provate dal sisma”.
11°-Raduno-Nazionale-Polentari-Badia-Polesine-2012-4-300x199A Badia Polesine la delegazione maceratese è stata accolta  con grande affetto dalla popolazione e dall’organizzatore, Angelo Brenzan. Tante sono le tracce marchigiane in  questa lembo di terra veneta in provincia di Rovigo, a cominciare dal recanatese Nicola Badaloni, che nel 1913 dopo tante lotte a fianco dei contadini del Polesine (era medico condotto a Trecenta) fu eletto deputato proprio di Badia Polesine.
Alla sfilata in costume di tutte le delegazioni, alla quale hanno partecipato numerosi sindaci ed amministratori pubblici, sono state particolarmente ammirate le ‘figuranti’ treiesi con costumi ‘leopardiani’: “La donzelletta vien dalla campagna …e reca in mano un mazzolin di rose e di viole/onde, siccome suole,/ornare ella si appresta/dimani, al dì di festa,/ il petto e il crine”. Un lungo corteo  che si è concluso con le premiazioni da parte del sindaco Gastone Fantato e la celebrazione della messa da parte dello stesso don Giuseppe Branchesi nella piazza principale di Badia Polesine, dove visse i suoi primi ventanni il grande Bruno Munari, con cui Gillo Dorfles, Premio Svoboda a Macerata appena due mesi fa, fondò nel 1948 il Movimento per l’arte concreta.
Tra due anni, il 12. raduno nazionale verrà intanto organizzato nelle Marche, ad Altidona, cui l’associazione di Badia Polesine ha lasciato il testimone: un perfetto modello in legno (di Claudio Cappellari) dell’ultimo molino sull’Adige, caro alla memoria giovanile di Munari.
11°-Raduno-Nazionale-Polentari-Badia-Polesine-2012-1-300x199Un bilancio positivo per i maceratesi nel Polesine. A Badia, lo stand di Santa Maria in Selva è stato tra i più ‘gettonati’, chiudendo per ultimo e distribuendo circa settecento porzioni di ottima polenta rossa con sugo di papera e bianca con salsiccia. Lo stand ha avuto anche un ospite molto gradito: il giornalista Cristiano Bendin, accompagnato dal collega Maurizio Verdenelli. Bendin è stato fino a pochi mesi capo della redazione provinciale di Macerata de “Il Resto del Carlino”. “Amo molto questa terra dove ho amici carissimi e quando posso, da Bologna, vi torno spesso”.
Alla trasferta in Veneto hanno preso parte con don Giuseppe i ‘polentari’ Maria Biselli, Pia Maria Branchesi, Luisa Belloni, Marina Domizi, Elisabetta Fabiani, Renzo Giganti, Patrizia Framarini, Mauro Lucernoni, Maurizio Montecchiari, Enrichetta Ortenzi, Mariangela Ortenzi, Manuela Santarelli e Gianni Savi, insieme con il fotografo Mandino Tiburzi.

(m.v., foto di Mandino Tiburzi)


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