Va molto bene “Il marito di mio figlio”

LA RECENSIONE - La brillante commedia messa in scena dalla Compagnia Filarmonico-Drammatica di Macerata

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Fabio Campetella e Andrea Caldarelli

di Walter Cortella

La Compagnia Filarmonico-Drammatica di Macerata continua, con la commedia «Il marito di mio figlio» scritta da Daniele Falleri e diretta da Fabio Campetella, a riscuotere consensi in varie città italiane. L’opera tratta un tema di grande attualità ma che stenta ancora ad essere accolto dalla pubblica opinione, quello della vita di coppia tra soggetti gay. Ma lo affronta con garbo e delicatezza, quasi con leggerezza, senza mai sfociare in atteggiamenti impositivi e tantomeno volgari. Anzi, la relazione tra i due protagonisti principali (George e Michael (interpretati da Fabio Campetella e Giordano Pierucci) costituisce il perno centrale intorno al quale ruotano le vicende degli altri personaggi. E così ognuno di essi finisce per mettere in evidenza gli aspetti più reconditi della propria personalità, come ad esempio Agostino (Nando Bianchini), padre di uno dei due ragazzi gay, che si libera di ogni remora e fa outing manifestando il suo amore per l’altro genitore, Ignazio (Andrea Caldarelli).

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Giordano Pierucci, Cecilia Franceschetti e Fabio Campetella

Il cast risulta ben assortito e affiatato. «Il marito di mio figlio» ha esordito a Macerata per poi esibirsi nei teatri limitrofi, prima di prendere il volo e partecipare a concorsi e festival nazionali. Ha brillantemente iniziato il suo tour a Pordenone dove ha ottenuto ben tre premi e una nomination. In particolare sono stati premiati Fabio Campetella per la migliore regia «per la perizia con cui sono stati diversamente caratterizzati tutti i personaggi»; Laura Silvetti (nel ruolo di Meri) come migliore attrice protagonista «per aver saputo interpretare un personaggio non facile, dandogli una sua dignità, senza farlo scadere nel grottesco o nella macchietta» e, infine, Nando Bianchini (Agostino) «per la capacità di calarsi in due aspetti diametralmente opposti dello stesso personaggio e per la bravura nell’aver saputo cogliere gli elementi specifici di ciascuno dei due ruoli». A novembre al Palafolli di Ascoli ancora voti alti e tanti applausi per l’intero cast, del quale fa parte anche Cecilia Franceschetti (Lory). A Fabrica di Roma, in febbraio, Paola Cosimi (attrice non protagonista, nel ruolo di Amalia) ha ottenuto una nomination insieme al regista Campetella.

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Paola Cosimi, Laura Silvetti e Nando Bianchini

Nella stessa rassegna al lavoro di Falleri è stata assegnata una targa della Giuria della Stampa «Per aver rappresentato con garbo ed aver interpretato con divertente ironia un tema non semplice ma di grande attualità, dibattuto ed osteggiato, che da un lato sembra voler negare la libertà personale, dall’altro combatte le convenzioni della nostra cultura». Successivamente, la Compagnia maceratese è tornata ad esibirsi nel NordEst, alla Rassegna «Un Castello di risate» di Gorizia, dove si è classificata al 3° posto. Calorosa l’accoglienza della platea che ha richiamato gli attori sul palco al termine dell’applaudita performance. L’ultima esibizione in ordine di tempo ha visto Campetella & Co impegnati al Teatro Sperimentale di Ancona. E anche lì, tanto per cambiare, alto gradimento da parte del pubblico per questa commedia briosa e delicata che costituisce il punto di forza del repertorio della Compagnia anche per la prossima stagione teatrale.


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