Consiglio comunale a sei giorni dalle elezioni
Gentilucci presenta un esposto

PIEVE TORINA - Nel mirino dell'ex sindaco, candidato alle elezioni del 6 e 7 maggio, c'è l'ordine del giorno del consiglio, con il primo punto che prevede la dichiarazione dello stato di dissesto finanziario del comune: "Un comportamento di turbativa anti-democratica di cui parlerò con il Prefetto"

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pievetorina-12-300x167di Monia Orazi

Si conclude con un esposto il commissariamento del comune di Pieve Torina. Ad annunciare la presentazione di una denuncia alla Questura, Guardia di Finanza e Procura della Repubblica di Camerino, è stato Luigi Gentilucci, per la convocazione del consiglio comunale in data 30 aprile, sei giorni prima delle elezioni amministrative che lo vedono candidarsi a sindaco, contro Augusto Fulgenzi e Luca Buratti. “La legge precisa che il consiglio può essere convocato per motivi straordinari sino a 45 giorni prima della consultazione elettorale – spiega Gentilucci – mentre alcuni punti all’ordine del giorno non possono essere discussi, perchè non riguardano l’azione ordinaria, questo è un comportamento di turbativa anti-democratica di cui parlerò con il Prefetto, che ho chiesto di incontrare”. Nel mirino del candidato c’è l’ordine del giorno del consiglio, con il primo punto che prevede la dichiarazione dello stato di dissesto finanziario del comune, il terzo che prevede la comunicazione della delibera della corte dei conti sul bilancio di previsione 2011 e l’ultimo punto che prevede il collaudo delle opere della lottizzazione primaria e secondaria Pl1. Per Gentilucci si tratta di atti straordinari, che non possono essere discussi da un consiglio che sta per decadere, ad una manciata di giorni dalle elezioni. Gli altri due punti, l’approvazione dei verbali della seduta precedente e l’approvazione del bilancio consuntivo 2011 sono “salvati” dal punto di vista dell’ordinarietà dal candidato sindaco.

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Luigi Gentilucci

Secondo Gentilucci inoltre non sarebbe stato rispettato il termine dei venti giorni del deposito dei documenti, prima di convocare il consiglio comunale. “L’11 aprile la capogruppo ha chiesto i documenti, mancavano la relazione del commissario prefettizio e del revisore dei conti al bilancio di previsione, che la stessa è riuscita ad avere solo il 16 aprile, dunque dato che secondo il decreto legislativo 267/2000 gli atti devono essere a disposizione almeno venti giorni prima, il consiglio non poteva essere convocato”, conclude Gentilucci. Si ha dissesto finanziario quando un comune non riesce ad assolvere alle sue funzioni principali e quando ci sono dei crediti nei confronti di terzi, a cui l’ente non riesce a fare fronte con azioni quali il ripristino degli equilibri di bilancio o il debito fuori bilancio. Una volta dichiarato il dissesto, per cui serve una delibera del consiglio comunale, la normativa prevede la sospensione della
decorrenza degli interessi sui debiti ed il blocco delle azioni esecutive. Gli organi amministrativi, sindaco, giunta e consiglio sono coadiuvati nel loro compito da una apposita commissione designata dal ministero dell’Interno che si occuperà di gestire il disavanzo pregresso.

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