A tu per tu con Silvestre Capparuccia
“Gli elogi vanno al gruppo”

ECCELLENZA - Il difensore del Tolentino, che ha giocato anche nella serie B argentina, è una delle pedine fondamentali a disposizione di mister Mobili. E sul derby...
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Capparuccia-e-Martinellidi Filippo Ciccarelli

E’ la colonna del Tolentino di mister Mobili, e uno dei difensori centrali più forti d’Eccellenza (ma non diteglielo: lui negherà convinto). Silvestre Vicente Capparuccia, capitano della formazione cremisi, non ha solo le qualità tecniche e fisiche per figurare bene anche in categorie superiori, ma ha dalla sua anche la modestia e la convinzione che la cosa più importante sia il gruppo. In quest’intervista il roccioso difensore si racconta, parlando della sua carriera calcistica, della stagione in corso e della sua vita fuori dal terreno di gioco.

Buonasera Capparuccia, cominciamo dai suoi esordi: quando e dove ha iniziato a giocare a calcio?
“In Argentina all’età di 11 anni, nella squadra del Tiro Federal. Non quella di Rosario, però: poi ho proseguito cinque anni in serie B e due in C1, sempre in Argentina”.

Quando è arrivato in Italia?
“Nel 2006, ero alla Grottese, in Promozione. Poi sono passato all’Elpidiense Cascinare in Eccellenza, e l’anno successivo eravamo in serie D. Quindi ancora D con Morro D’Oro, prima di arrivare a Tolentino due anni e mezzo fa, a dicembre del 2010”.

Come giudica la sua stagione?
“Penso che sia buona, ma non parlo di me, parlo della squadra. Siamo andati avanti in Coppa, e stiamo andando bene anche in campionato. Credo che stiamo rispettando le aspettative della società e dei tifosi”.

Molti addetti ai lavori pensano che lei sia uno dei migliori – se non il migliore – centrali difensivi di tutto il torneo. Che ne pensa di questo giudizio?
“No no, io dico che ho avuto sempre la fortuna di stare con squadre che hanno lottato per un obiettivo importante. In condizioni simili il lavoro è molto più facile del solito, perché l’ambiente ti da una mano. Se uno è felice e contento, com’è nel mio caso di poter giocare a calcio tutto è semplice. Io sono un centrale difensivo come tutti gli altri, può spiccare qualcosa in più ma perché la squadra va bene, ma di certo non mi sento speciale, gli elogi vanno fatti al collettivo”.

C’è un giocatore a cui si ispira?
“Ci sono difensori che mi piacciono molto, come gli argentini Walter Samuel e Gabriel Milito. Io tifo Inter, anche se quest’anno le cose non stanno andando bene. Sono impressionato dalla Juve, oggi come oggi è al livello del Milan, anche se forse i bianconeri hanno meno qualità a livello di individualità. Però fanno un gran bel gruppo”.

Capitolo Eccellenza: chi vince il derby vince il campionato?
“No, secondo me no. Tutti parlano di questa partita del 22 aprile: ma non bisogna scordare che noi abbiamo il match contro Cingoli in casa, e loro devono andare a Monte Urano. E poi ci sono altre giornate da giocare dopo il derby, questo campionato è molto bello e non si può sottovalutare nessuno, fino all’ultima giornata”.

Cosa le piace fare nel tempo libero, oltre a giocare a calcio?
“Sto a casa con mia moglie e mio figlio Iacopo, e cerco di starci tutto il tempo possibile. E’ ancora molto piccolo, ha 10 mesi: di mattina invece mi occupo del merchandising per un’importante azienda di alimenti”.



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