Mobili risponde a Calafati:
“Il professore disconosce se stesso”
CIVITANOVA - Il sindaco difende le sue posizioni sull'importanza della sinergia tra i comuni della costa e dell'entroterra
Continua la guerra a distanza che va avanti ormai da anni tra il professor Calafati e il sindaco di Civitanova Massimo Mobili che dopo aver letto l’intervento dell’economista su Cronache Maceratesi (leggi l’articolo) replica punto su punto all’analisi del professore. Riceviamo e pubblichiamo integralmente così come fatto per Calafati.
Gentilissimo professor Calafati,
ho letto il suo intervento-fiume su Cronache Maceratesi e le rispondo perché è mio dovere fare chiarezza nei confronti dei Civitanovesi. Mi scuso anticipatamente per la lunghezza della mia replica, ma voglio esprimere le mie precisazioni punto per punto.
Innanzitutto mi fa sorridere la presunzione che la spinge a pensare che l’Amministrazione di Centrodestra da me guidata abbia messo mano alla riqualificazione del Borgo marinaro solo dopo aver letto le sue indicazioni: sono anni, infatti, che se ne discute e l’intervento rientrava nel programma di riqualificazione.
Oltre a far difetto di modestia, inoltre, rilevo anche la sua abilità a mescolare le carte e far credere che io faccia salti mortali per contrapporre la costa all’entroterra, favorire lo sviluppo di una parte e penalizzare l’altra. Non è così, prof. Calafati, e le ricordo che è stato proprio lei ad auspicare la contrapposizione nella relazione finanziata dalla Camera di Commercio di Macerata, studio condotto dalla “Public policy Workshop”, di cui lei è consulente scientifico. (A proposito, per inciso, in nome della trasparenza, le chiedo di farci conoscere chi rappresenta questa società, visto che si occupa di Civitanova, e in che percentuale il suo fatturato derivi da attività per enti pubblici ).
Ma ritorniamo alla contrapposizione mare-monti.
Personalmente sono convinto che la crescita di un territorio non si realizza mettendo freni a Civitanova che dello stesso territorio è parte importante. Per questo sarò sempre contrario a tutte le strategie che tentino di bloccarne lo sviluppo. Ho scritto più volte che mettere l’un contro l’altro i comuni di un territorio come quello della provincia di Macerata è assolutamente insensato e controproducente per tutti, perciò, scomodare come fa lei, i Sindaci della provincia per sapere cosa pensano della “vocazione isolazionistica di Civitanova Marche”, è un atteggiamento fuorviante e capzioso. Il sindaco di Civitanova non ha nessuna vocazione isolazionistica né si sogna di mettere in contrapposizione la realtà costiera e il resto del territorio. Solo che, e mi ripeto, non ha nessuna fiducia nella filosofia di cui lei è portatore, secondo la quale per sviluppare la montagna bisogna bloccare lo sviluppo della costa. E’ stato invece lei a farlo nelle riflessioni conclusive del lavoro “Sistemi locali e interdipendenze territoriali nella provincia di
Macerata”, laddove, a pag. 62, (che allego per la pubblicazione), descrive la forza di attrazione tra il sistema locale di Civitanova e tutti gli altri come “un fenomeno che deve essere contrastato rafforzando la dimensione urbana e l’attrattività, in primo luogo, dei sistemi locali di Macerata e di Tolentino ma anche di Camerino”. Può un professionista illuminato come lei disconoscere proprie affermazioni messe nero su bianco?
Per quanto riguarda il cavalcavia, le ricordo che la Camera di Commercio è socia della ‘Quadrilatero’ e lei può benissimo esprimere la sua opinione in merito alla tipologia del progetto senza imbarazzarsi affatto. Concordo sul fatto che la ‘Quadrilatero’, intervenendo in un’area di grossa importanza strategica, debba fare uno sforzo progettuale maggiore. Proprio per questo la mia Amministrazione ha incaricato valenti architetti della Facoltà ove lei stesso insegna, per aumentare ulteriormente la qualità del progetto architettonico, in modo che sia più confacente alle caratteristiche della città e meno impattante rispetto all’ambiente in cui andrà ad insistere.
Caro professore, il sindaco Mobili pretende solo una cosa e non per questo, lei che è un tecnico, si deve scandalizzare: e cioè che la crescita della città che amministra non venga considerata come una minaccia per il territorio, ma un ulteriore importante volano per il suo sviluppo. Spiacente, ma mi trovo su posizioni diametralmente opposte alle sue e non me ne voglia. Anche perché, non si riterrà mica depositario unico e indiscutibile della verità?!

Caro Massimo approfitto per farti gli auguri di Pasqua, e ti voglio rdicordare che alla nostra età, la pressione arteriosa é da tenere sotto controllo, meglio non lasciarsi prendere dalla passione. Calafati e il suo think tank mercenario non interessa nessuno , dove com un jukbox a gettone sforna tutto ciò che gli si chiede di dire , quello che dice è ” ARIA FRITTA “. Non per rivendicare un merito ma se c’è da ricercare l’antenato per il borgo Marinaro era un vecchio cavallo della sinistra( anche se non l’ha fatto), la metropolitana di superfice è una idea dei verdi anni ’70. Abbiamo visto il progetto fare una quadrilatero bis. Detto questo io e lei siamo su due strade diverse.