Calafati: “Massima attenzione per Civitanova
Il sindaco superi gli inutili campanilismi”

DIBATTITO SUL CAVALCAVIA - L'economista: "Dalla Camera di Commercio e dalla Fondazione Carima c'è sempre stata massima attenzione per Civitanova. In questa provincia non deve esistere nessuna contrapposizione tra sviluppo della costa e sviluppo dell'entroterra"

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Antonio Calafati

Il professor Antonio Calafati risponde al sindaco Mobili che aveva replicato a quanto sostenuto dall’economista durante il Forum sul cavalcavia (leggi l’articolo):

“Se il Sindaco di Civitanova Marche, Massimo Mobili, voleva dimostrare quanto fosse corretta la mia valutazione sulla sua azione politica ci è riuscito perfettamente con l’intervento del 26 marzo – scrive il professor Calafati. Come si può definire un uomo politico di lungo corso che nega l’evidenza (ciò che tutti vedono o possono vedere)? che si attarda su una contrapposizione  “sviluppo della costa”- “sviluppo dell’entroterra”? che ritiene che gli analisti debbano fare gli interessi di qualcuno?

Nell’ambito delle riflessioni e delle analisi promosse dalla Camera di Commercio di Macerata e dalla Fondazione Carima negli ultimi anni sono stati dedicati – e presentati pubblicamente – tre studi a Civitanova Marche e al suo sistema territoriale, tutti orientati a costruire una strategia di sviluppo economico. Non c’è stato nessun altro territorio della Provincia che abbia ricevuto la stessa attenzione – perché né a Giuliano Bianchi, Presidente della Camera di Commercio di Macerata né a Franco Gazzani, Presidente della Fondazione Carima, – e tanto meno a me –, era sfuggita l’importanza del sistema territoriale di Civitanova Marche per lo sviluppo della Provincia e della Regione. Il primo rapporto è del novembre 2007, il secondo dell’ottobre 2008, il terzo del novembre 2008 – cui è seguito il progetto della stazione Aurora del 2010. Alcune centinaia di persone hanno assistito alle presentazioni – in alcune occasioni e stato presente anche il Sindaco – e molte, molte di più hanno scaricato e letto i documenti, accessibili ancora oggi nel sito web della Camera di Commercio. Tutti progetti che mettevano Civitanova Marche al centro dell’organizzazione territoriale della Provincia e dell’area vasta. Come fa il Sindaco a sostenere, contro ogni evidenza, che non c’è stato interesse per Civitanova Marche? (Peraltro, alcune delle indicazioni contenute negli studi appena richiamati  il Sindaco e la sua Amministrazione le hanno fatte proprie e realizzate).

“Sviluppo della costa” in contrapposizione allo “sviluppo dell’entroterra” nella provincia di Macerata? Non ci può essere oggi nessuna contrapposizione: nel Governo italiano c’è un Ministero della Coesione territoriale, e la “coesione territoriale” è uno dei pilastri fondamentali del progetto europeo. In un territorio così poco esteso come la Provincia di Macerata, che le opere infrastrutturali in corso di completamento renderanno ancora più integrato (quanto tempo ci vorrà, tra breve, per raggiungere Civitanova Marche da Pievetorina o da Camerino?), parlare di “noi” e “loro” non ha alcun senso. Una posizione anacronistica, superata dai fatti e dall’evoluzione delle conoscenze. In tutto lo spazio dell’Unione Europea i comuni integrano i processi decisionali, definiscono insieme gli obiettivi, fanno convergere gli strumenti di intervento per resistere alla competizione territoriale. La contrapposizione tra comuni in un territorio come questo della provincia di Macerata è insensata. (Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i Sindaci della Provincia di questa “vocazione isolazionistica” di Civitanova Marche.)

L’area in cui si vorrebbe realizzare il “cavalcavia” è un “vuoto urbano” di straordinaria importanza strategica per l’intero “distretto calzaturiero”. Così come strategica per l’intera Provincia è l’area Ceccotti. La mia personale opinione è che si tratti di aree che devono essere valorizzate con progetti di trasformazione urbana di qualità, che affrontino e risolvano nodi fondamentali dell’organizzazione territoriale dell’area vasta, coerentemente con una visione di lungo periodo dello sviluppo del “distretto”. Sostenere progetti che distruggono il valore economico delle aree, che sprecano, in modo irreversibile, l’occasione di un loro utilizzo funzionale alle esigenze del territorio, che generano enormi costi sociali per la popolazione e alterano l’identità fisica della città è, a mio parere, semplicemente irrazionale.

Per quanto riguarda il “Cavalcavia” ho anche qualche imbarazzo a parlare di “progetto”: circolano degli schemi progettuali la cui qualità lascerebbe perplesso uno studente al primo anno di architettura. Credo che la Quadrilatero S.p.A., nel  momento in cui interviene in un’area di tale importanza strategica, debba fare uno sforzo progettuale maggiore. E credo che il Comune di Civitanova Marche glielo debba imporre.

L’adeguamento funzionale all’intersezione tra la SS 16 e la superstrada della Val di Chienti è un problema reale e urgente. Occorrono opere infrastrutturali importanti per risolverlo. Certo, non questo insensato “cavalcavia”.

Come ho sempre fatto, nell’ambito del Forum del 22 marzo ho espresso le mie valutazioni – che sono solo le mie valutazioni –  pubblicamente, apertamente, chiaramente. Di fronte a duecento cittadini attenti, nell’ambito di un forum che segna una svolta del dibattito pubblico a Civitanova Marche, non capisco perché il Sindaco si sia sentito in dovere di partecipare, ascoltare, intervenire.


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