Cavalcavia, Mobili: “Calafati ha sempre pensato a favorire lo sviluppo dell’entroterra”
CIVITANOVA - Il sindaco replica all'economista
E’ andato di traverso al sindaco Massimo Mobili quanto sostenuto da Antonio Calafati nel corso del dibattito organizzato dall’associazione No al cavalcavia la scorsa settimana all’hotel Miramare (leggi l’articolo). E Mobili replica all’economista: “noto con piacere che, da un paio di anni, l’urbanista Calafati fa numerose apparizioni in convegni pubblici nei quali si discute dello sviluppo di Civitanova Marche – dichiara Mobili – Calafati definisce il cavalcavia una mostruosità e la Ceccotti un errore. Peccato che proprio Calafati sia stato tra i consulenti del professor Secchi, progettista del Piano regolatore di Civitanova Marche, quando la Ceccotti prevedeva meno di 900 parcheggi (contro i 1500 approvati dall’ultimo Consiglio comunale) e il 10% della volumetria in più rispetto a quella attuale. Mi domando dove fosse la sua voce illuminata e critica a quei tempi, che pure lo vedevano autore e non solo commentatore di progetti per Civitanova. Perché non ha affossato quella lottizzazione che oggi definisce come “errore”? Personalmente non posso tenere in considerazione l’opinione di un tecnico che, nel suo studio finanziato dalla Camera di Commercio, propone di contrastare la forza di attrazione di Civitanova Marche e di favorire la dimensione urbana e l’attrattività dei sistemi locali di Macerata e di Tolentino. Non posso più ascoltare proposte o intervenire ad incontri insieme ad un progettista che va contro gli interessi della mia città e invito chi lo ascolta o legge a tenerne conto e a prendere con le molle chi discredita progetti di sviluppo per Civitanova, pensando a favorire lo sviluppo dell’entroterra ridimensionando la costa”.
l. b.

infatti lo vedo che sviluppo…………………non dite cavolate dai.
Calafato Calafato,
che bel legno hai rovinato!
Calafati “propone di contrastare la forza di attrazione di Civitanova Marche e di favorire la dimensione urbana e l’attrattività dei sistemi locali di Macerata e di Tolentino”.
Ancora con questa dicotomia costa-interno, sviluppo-arretratezza, casa mia-casa tua! Ma che palle! Ma che inadeguatezza!
Questi erano i canoni interpetativi di 50 anni fa, quando un ponte portava benefici economici e la crescita ecominca andava da sè. Oggi l’economia è in recessione da 5 anni senza nessuna prospettiva di recupero e un cavalcavia non può fare altro che far scappare quei 4 pazzi che ancora si ostinano a passare le ferie nella Citanò dello scviluppo.
Ma come gli si deve spiegare a questi amministratori del secolo scorso? Perché non ci arrivano mai in tempi rispettosi dell’intelligenza umana? O anche: come se fa’ a non penzà male?