C’è una nuova Docg per le Marche: Offida Pecorino

Presentata a Vinitaly la quinta eccellenza regionale. Buone le esportazioni dei bianchi marchigiani.

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vinoUn vino autoctono che aveva rischiato di scomparire, l’Offida Pecorino, caratteristico del Piceno è la quinta Docg della regione. Si affianca a Conero, Vernaccia di Serrapetrona, Castelli di Jesi Verdicchio Riserva e Verdicchio di Matelica Riserva. E’ stata presentata a Vinitaly, e sarà commercializzata inizialmente in 17.300 bottiglie, ma raggiungerà presto i 400.000 pezzi, per un valore di 2 milioni di euro di fatturato l’anno. Ed è proprio il Pecorino delle Marche a guadagnarsi  secondo l’indagine condotta da Symphony Iri Group la palma di emergente cioè col maggior tasso di crescita (+26,5%, secondo solamente al Pignoletto dell’Emilia, che mette a segno un +29,6%). “Questa nuova Docg è la conferma dell’impegno delle Marche -ha commentato durante la conferenza stampa di presentazione il vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione, Paolo Petrini – nel puntare su qualità e forte identità territoriale. E’ proprio grazie a questo che, nonostante le difficoltà congiunturali, nel 2011 il comparto è cresciuto del 10% sull’export (45,7 mln di euro) ma anche sulla produzione in termini di valore. Malgrado la superficie vitata regionale sia scesa a 17.453 ettari con un conseguente calo del 10% sul 2010 in quantità, la produzione (1.160.000 ettolitri) ha toccato la soglia dei 70 milioni di euro”.

marche_vinitalyCifre senza dubbio trainate dal ‘fattore V’: il Verdicchio, vino bianco dell’anno 2011 secondo il Gambero Rosso e terzo vino bianco più esportato nel mondo (7,5 mln di bottiglie), con una produzione di 14 milioni di bottiglie per 22 milioni di euro fatturato. Non solo: negli ultimi 5 anni secondo l’osservatorio dell’Istituto Marchigiano di Tutela vini, i principali bianchi autoctoni (Verdicchio, Pecorino e Passerina) hanno registrato trend di vendita crescenti, nell’ordine del 6-8%. Più contenuti invece rossi (4%) come la Lacrima di Morro d’Alba, Montepulciano e la Vernaccia di Serrapetrona. La piccola Docg con appena 6 produttori per 300mila bottiglie nasce in un’area impervia, 70 ettari a ridosso dei Monti Sibillini, ma è l’unico spumante rosso che subisce tre fermentazioni nel proprio processo produttivo. Una peculiarità che le è valsa il francobollo di Poste Italiane Made in Italy, eccellenze enogastronomiche d’Italia (solo 15 le docg scelte fra le 55 italiane) presentato oggi dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini. Tra le nuove vocazioni regionali, anche il biologico, che è valso la Medaglia Cangrande all’azienda Centanni (Ascoli Piceno), premiata oggi tra i benemeriti della vitivinicoltura. Un ambito, quello del bio, dove l’Italia è seconda al mondo per vigneti coltivati e dove le Marche rappresentano la quinta regione italiana dopo Sicilia, Puglia, Toscana e Abruzzo, con 3.287 ettari di vigneti bio, pari al 6,3% della superficie vitata biologica del Paese (dati Ismea). La Regione Marche è presente a Vinitaly con 107 aziende, al padiglione 7 (stand C 6-7-8-9).


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