Bovolenta, l’autopsia farà luce
sulle cause della morte in campo

La procura di Macerata ha aperto un'indagine sul decesso. Mercoledì o giovedì i funerali in Veneto, riposerà assieme al fratello
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Bovolenta in compagnia di Zlatanov

 

Aritmia improvvisa o infarto. Sono queste le ipotesi su cui dovrà far luce l’autopsia messa in calendario per domani alle 9, nell’obitorio dell’ospedale di Macerata.Vigor Bovolenta è morto praticamente sul campo. E allora, di fronte al dolore di tutta la grande famiglia del volley italiano, la domanda diventa scomoda: come è potuto succedere? L’ex azzurro trentasettenne è morto nella notte fra sabato e domenica dopo aver accusato un malore durante la partita di B2 fra la Volley Forlì e la Lube Macerata (leggi l’articolo). L’esame autoptico è stato disposto dalla procura di Macerata, che ha aperto un’indagine sul decesso. I primi accertamenti medici avevano ipotizzato un problema al cuore dell’atleta. Dopo aver effettuato l’autopsia, il magistrato darà il nulla osta per i funerali che si terranno mercoledì o giovedìe dovrebbero svolgersi a Taglio di Po, nel Rodigino. Bovolenta era nato a Contarina (Rovigo) il 30 maggio 1974.

Il feretro dovrebbe poi essere tumulato nella tomba di famiglia, vicino a quello del fratello Antonio, morto di leucemia nel ’90.

L’ospedale: giocatore soccorso in 4 minuti. Se i motivi della morte di Vigor Bovolenta sono ancora da chiarire, è certo che il pallavolista della Volley Forlì è stato soccorso in tempi velocissimi: 4 minuti dopo la chiamata al 118, arrivata alle 22:12 di sabato 24 marzo, l’automedica con il medico e l’apparecchio fibrillatore a bordo era già al Palasport di Fontescodella. Subito dopo è sopraggiunta anche l’ambulanza. È quanto si apprende dalla Direzione medica ospedaliera di Macerata, che oggi ha reso noti i dispatch del pronto soccorso.

Rianimazione in campo. Dopo un primo tentativo di rianimazione in campo, alle 23:10 Bovolenta è entrato nel pronto soccorso dell’ospedale. Ad attenderlo c’erano già un rianimatore e un cardiologo, che insieme al medico del 118 hanno proseguito le manovre di defibrillazione, somministrato i farmaci del caso e tentato la rianimazione cardio-polmonare. Purtroppo però il giocatore non ha mai ripreso conoscenza. Il decesso è stato registrato alle 23:50. Il referto si limita ad indicare la morte per arresto cardiocircolatorio, sulle cause del quale dovrà far luce l’autopsia, disposta per domani dal pm Claudio Rastrelli.

Vigor_BovolentaDa Forlì, il sodalizio del presidente Gavelli fa sapere che Bovolenta aveva regolarmente superato i test per l’idoneità alla pratica sportiva, sia lo scorso anno per il campionato di A1, sia quest’anno per il torneo di B2. Il certificato, rilasciato al termine dei tradizionali test dal medico sociale Antonio Ghini, sarebbe scaduto fra ottobre e novembre di quest’anno. Anche il sodalizio forlivese non si sbilancia sulle cause, in attesa dei risultati dell’autopsia.

Balduzzi: standard controlli elevati. «Per la salute degli atleti abbiamo standard di controlli elevati». Lo ha detto il ministro della salute Renato Balduzzi a Radio 24. «Certo – ha aggiunto – la tragedia può sempre accadere ed è imprevedibile ma abbiamo livelli tra i più elevati in Europa».

Controlli. Vigor Bovolenta era soggetto a una leggera aritmia e per questo era sempre stato monitorato, soprattutto negli anni in cui giocava in nazionale.

Volpicasi imprevedibili. «Certe situazioni cardiologiche lasciano un pochino di imprevedibilità, nonostante in Italia ci siano controlli molto elevati. Per quanto riguarda Bovolenta bisogna aspettare effettivamente la causa per capire se si tratta di uno dei quei casi che possono sfuggire a controlli elevati e accurati, ma il messaggio forte che deve arrivare è che anche gli sport non professionistici facciano delle visite preliminari». Sono le parole del professor Piero Volpi, referente per l’area medica dell’Assocalciatori ed ex medico dell’Inter. Volpi che sul fatto che Bovolenta soffrì di extrasistole nel 1998 dice: «E’ un giocatore che è stato controllato per anni e il fatto risale a molti anni fa, non credo abbia inciso con quanto è accaduto».

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Il toccante ricordo del coach della Nazionale italiana, l’ex Lube Mauro Berruto (clicca qui)

 

 

 



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