Maceratese, che spettacolo questa rimonta

SOMMA ALGEBRICA - Riflessioni dopo la sfida con la Biagio Nazzaro passando dagli ottimi piedi di Carfagna al campionato riacciuffato in extremis
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SCATTOLINI-2-300x225di Enrico Maria Scattolini

CAMPIONATO RIACCIUFFATO IN EXTREMIS – Che fatica, però, recuperare lo svantaggio e battere la Biagio Nazzaro negli ultimi dieci minuti! Un po’ per la capacità della squadra di Chiaravalle di capitalizzare, con freddo cinismo, l’unica vera occasione da rete alla mezz’ora del primo tempo. (Non va dimenticato che gli ospiti erano scesi all’Helvia Recina con il biglietto da visita del record dei pareggi esterni dell’Eccellenza). Molto anche per i problemi del centrocampo biancorosso che, privo di Bucci e con Carboni nel ruolo di trequartista, non riusciva a sistemare le distanze sull’asse Troli/Biancucci. In difficoltà soprattutto il primo nella scelta della giusta posizione a fianco del giovane collega, più adatto alla costruzione che non all’interdizione. Saggio Di Fabio nel decidere, all’inizio della ripresa, la sua sostituzione di ruolo con l’abbassamento di Carboni e conseguente rinuncia al turnover di Rosi. Il cui ingresso in campo, al posto di Biancucci, ha cambiato la partita.

MA CHE SPETTACOLO LA RIMONTA! Ritmo, aggressività, azioni travolgenti (+). Salvataggi sulla linea bianca dell’affannata Biagio Nazzaro, schiacciata nei sedici metri difensivi. I biancorossi – antico difetto – si sono complicati la vita sbagliando l’inimmaginabile con Eclizietta, Orta e lo stesso Rosi. Fino all’acrobazia di testa di Cacciatore ed al perfetto centro dell’italobrasiliano dal dischetto che ha trasformato in un esaltante successo l’inerzia di una partita nata male e che sembrava destinata a concludersi nel dramma. E’ stato così scacciato l’incubo del replay degli scivoloni con la Monturanese ed il Corridonia, e cancellato il terrore di un definitivo addio ai sogni di gloria.

Carfagna

Il portiere della Maceratese Pierfilippo Carfagna

I PIEDI DI CARFAGNA (+) Lo score della partita dice evidentemente che i gol di Cacciatore e Rosi sono stati decisivi. Ma  determinante, a mio parere, è stato anche un episodio che forse ai più è sfuggito. Protagonista il portierone biancorosso quando, nel vivo della riscossa dei suoi compagni, un’improvvisa ripartenza della Biagio Nazzaro gli ha messo di fronte un attaccante avversario sgusciato dal controllo della terza linea maceratese. In piena area. Lui l’ha contrastato non da portiere, ma da intelligente difendente di movimento fronteggiandolo con i piedi, l’ha costretto a rinunciare alla conversione, ad allargarsi, sino a farlo …incartare e smarrire  in un anonimo angolino della zona a rischio. Se avesse invece optato per la scelta più facile, l’uscita a valanga, probabilmente sarebbe stato rigore.

PENALTY/1 (Il coraggio di vedere) Breve sondaggio in sala stampa, nel dopo partita. Domanda: ”Chi ha seguito ad occhi aperti l’esecuzione/campionato di Rosi?”. Di Fabio il più sincero: ”Io mi sono girato verso la panchina”. Scaramantica la Tardella: ”Li ho   tenuti sgranati perché mi sono ricordata che quando li ho chiusi in un’analoga situazione precedente, il pallone è stato ribattuto”. Imperturbabile, come al solito, Cicchi: ”No, io ho guardato. Ero convinto che il mio giocatore segnasse”. E Rosi? “Certo che ho inquadrato l’angolo di tiro. Ma ero sicuro di farcela, perché calciare bene in questi casi, è soprattutto una questione di testa ed io ero tranquillo. Per questo ho preso la responsabilità di tirare (+)”.

PENALTY/2 (I piagnistei di Scarafoni) Lui, l’allenatore della Fermana, l’ha presa ovviamente male. Forse più dello stesso Giuliani, il collega della Biagio Nazzaro, che, alla fine del match, si è rintanato nel torpedone della sua squadra per sfuggire alle interviste.
Scarafoni, invece, ha colto l’occasione per un altro pianto greco (-), scosso anche dal fatto che l’Urbania, pochi attimi prima della realizzazione di Rosi, aveva riaperto la partita contro i suoi“canarini” proprio dagli undici metri. Ha dichiarato che queste cose (cioè la concessione della massima punizione ai suoi avversari) si ripetono dall’inizio del campionato; ma ha naturalmente dimenticato di citare le due decretate contro la Maceratese a Fossombrone e Montegranaro. Neutralizzate da Carfagna: ma questa è un’altra storia.

Bucci

Marco Bucci, leader del centrocampo della Maceratese

TOH, CHI SI RIVEDE? Bonsignore è ritornato a segnare, dopo il lungo digiuno dello scorso anno in biancorosso. C’è riuscito a Senigallia, contro la Vigor. Gol inutile perché l’incontro si è concluso male per la sua Fortitudo Fabriano. Ma lui è felice ugualmente perché domenica prossima potrebbe riprovarci con la Maceratese (ovviamente ogni sorta di scongiuro è autorizzato). Occhio, però!

BUCCI BIONICO (+) Mercoledì scorso il centrocampista ha maturato 38 anni. Anzi, primavere. Perché, per lui, l’età non è contrassegnata dal trascorrere del tempo, come per i comuni mortali, ma dallo schiudersi di nuove …aspettative di vita atletica e quindi calcistica. L’ho conosciuto un paio di lustri fa, fondamentale punto di riferimento lì, a metà campo, della straordinaria formazione di Nocera che fece polpette di tutti gli avversari dell’”Eccellenza” di allora. Lo abbiamo ritrovato, lo scorso settembre, nello stesso ruolo con Di Fabio. Ancora più in gamba di prima perché più esperto. Non nascondo che qualche dubbio, soprattutto all’inizio, mi ha reso prudente nella valutazione della sua tenuta alla distanza. Riconosco che i fatti hanno smentito la mia poca fede. AUGURI!

MI PRENDO UNA SETTIMANA DI VACANZA sulle nevi austriache. So di meritare un (-) inappellabile. Ma andatelo a dire a mia moglie!



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