Assalto al caveau, si stringe il cerchio
In manette un altro presunto complice

Salgono a cinque gli arresti, denunciata a piede libero anche una sesta persona, ritenuta complice della banda che giovedì sera ha tentato una rapina da 25 milioni di euro alla Fitist di Piediripa

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Uno dei quattro rapinatori arrestati (foto Picchio)

 

 

di Alessandra Pierini

(foto-servizio di Guido Picchio)

Si aggiungono altre tessere al puzzle della rapina da 25 milioni di euro al caveau della Fitist Security di Piediripa (leggi l’articolo).  Questa mattina è finita in manette una quinta persona, ritenuta coinvolta nella maxi rapina sventata giovedì sera: secondo gli inquirenti si tratta di un soggetto gravemente indiizato di far parte del gruppo criminale e per questo è stata sottoposto al fermo di indiziato di delitto. Nella notte, la Polizia di Macerata aveva invece concentrato l’attenzione su un’altra persona, anch’essa sospettata di fare in qualche modo parte della banda, per la quale però, forse per un coivolgimento minore nella vicenda è scattata una semplice denuncia a piede libero.

Sono questi i risultati delle indagini ininterrotte  svolte dalla squadra mobile. Le autorità inquirenti però non hanno ritenuto opportuno fornire ulteriori dettagli utili all’identificazione delle altre due persone coinvolte nel tentato colpo milionario alla Fitist, essendo le indagini ancora in corso si correrebbe il rischio di veder vanificare il cetosino lavoro che lentamente sta portando alla chiusura del cerchio.

 

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Lo stabilimento Fitist, teatro della rapina sventata (foto Picchio)

 In effetti l’idea che potesse esserci un basista o una talpa si è fatta subito strada.  Solo qualcuno che conoscesse  abitudini, spostamenti e procedure aziendali, avrebbe potuto fornire preziose indicazioni per giungere fino all’impenetrabile caveau le cui porte vengono aperte esclusivamente da appositi badge o sul giorno in cui il colpo sarebbe stato più proficuo. I quattro rapinatori arrestati in flagranza di reato (Giuseppino Coppola , 48 anni, residente a Pomezia, Massimo Morresi, 49 anni, residente a Castel Madama, M. M. di 54 anni residente a Tivoli e Attilio Clementi di 53 anni residente a Guidonia)  dunque non erano i soli a doversi dividere la succosa torta che il colpo alla Fitist avrebbe fruttato se non fossero stati intercettati all’uscita dell’azienda di Piediripa, dalla quale avevano prelevato,  contante in banconote di grosso taglio, dopo aver immobilizzato i metronotte che stavano lavorando all’interno.
Rapina-Piediripa-foto-Picchio-5-300x203Polizia e Carabinieri, allertati dalla centrale operativa di Jesi, dalla quale l’addetto aveva assistito in diretta, tramite le telecamere di sicurezza alla scena, sono intervenuti infatti con grande tempestività e hanno colto i banditi proprio all’uscita della Fitist. La polizia è arrivata sul luogo della rapina entrando dall’ingresso principale, mentre i Carabinieri, entrati dal secondo cancello, vicino all’ingrosso di frutta “Oro della terra”, si sono subito trovati di fronte Clementi, a bordo di uno dei furgoni carichi di denaro che ha fatto presente di essere armato. I carabinieri lo hanno allora minacciato con due mitra e cinque pistole, gli sono saltati addosso e lo hanno immobilizzato. In tasca aveva una pistola scacciacani, identica a quella in dotazione alle forze dell’ordine. Gli altri tre componenti della banda, disarmati, sono stati catturati dalla polizia.

 

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Le maschere utilizzate dai rapinatori (Foto Guido Picchio)

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