Consorzio Valleverde in alto mare
Graziano Pambianchi si dimette

L'INSEDIAMENTO PRODUTTIVO DI PIEDIRIPA - Il Comune di Macerata non sblocca le opere di urbanizzazione e il presidente, con un colpo di scena, decide di farsi da parte. Determinante anche la mancata realizzazione dello svincolo di San Claudio
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L'avvocato Graziano Pambianchi, componente del direttivo comunale del Pd . Sullo sfondo l'area di Valleverde

di Matteo Zallocco

E’ passato quasi un anno dall’annuncio del completamento dei lavori di urbanizzazione di Valleverde, insediamento produttivo a Piediripa. All’epoca il presidente del Consorzio Graziano Pambianchi aveva illustrato il progetto e si era appellato a Provincia e Comune per la realizzazione dello svincolo di San Claudio (leggi l’articolo).
Ma gli sviluppi di questa complessa vicenda non sono stati certo positivi e lo stesso Pambianchi si è dimesso dalla carica di presidente.

Avvocato Pambianchi, conferma le dimissioni?
“Sì, ho informato i soci durante l’assemblea convocata per deliberare la messa in liquidazione del Consorzio, avendo lo stesso conseguito la realizzazione dell’oggetto sociale (i lavori di urbanizzazione) ed essendo stato compiuto tutto quello per cui il Consorzio era stato creato”.

Cosa l’ha spinta a dimettersi?
“Ho dovuto dire che a mio avviso non esistono le condizioni per lo scioglimento del Consorzio perché l’Amministrazione non ha ancora preso in carico l’urbanizzazione per aprire la strada al traffico. Ho ritenuto di dover separare la mia persona dalle responsabilità di dirigente del Consorzio nella speranza che questo porti alla rapida conclusione di questa pratica per l’interesse degli imprenditori, dei proprietari dei fondi  (che può destinarli a chi è interessato a fare impresa o commercio) e della città di Macerata. Magari con la mia uscita di scena si può arrivare ad una conclusione”.

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Una fase dei lavori

Quindi rimprovera qualcosa all’Amministrazione comunale…
“Il 25 maggio del 2011 sono stati consegnati al Comune tutti gli atti del collaudo dei lavori realizzati dal Consorzio. Collaudo puntualmente eseguito dall’ingner Floriano Passamonti, nominato d’intesa con l’Amministrazione comunale. Dai tecnici comunali sono arrivate diverse richieste di chiarimento alle quali ritengo siano state date risposte puntuali dai tecnici e dagli amministratori del Consorzio. Il tempo passava e a novembre abbiamo chiesto un incontro che è stato fissato per il 4 gennaio con il sindaco e con l’assessore Pantanetti. In quella sede si è discusso su un paio di questioni e l’amministrazione si è riservata sette giorni per decidere. Noi avevamo detto che alcune perplessità potevano essere facilmente superate e avevamo fatto presente che era stata convocata per il 6 febbraio  l’assemblea dei soci per lo scioglimento del Consorzio ipotizzando che per quella data le opere sarebbero state prese in consegna dal Comune. Non essendo ciò avvenuto, siamo stati costretti a rinviare l’assemblea, con lo stesso ordine del giorno, al 29 febbraio. E all’assemblea dell’altra sgiorno ci siamo ritrovati nelle stesse condizioni e così ho deciso di dimettermi”.
 

Ma com’è attualmente la situazione a Valleverde (64 lotti edificabili in 396.200 metri quadri)? Quante aziende hanno iniziato a costruire?
“La Inca-Cgil ha completato i lavori, la Dinamica è in dirittura d’arrivo e altre 20 aziende hanno presentato i progetti. Bisogna tenere conto che quando abbiamo iniziato il progetto non c’era la crisi e le tre Amministrazioni (Provincia, Comune di Macerata e Comune di Corridonia, ndr) concordavano sulla realizzazione dello svincolo della Superstrada a San Claudio. Sarebbe ora che l’Amministrazione comunale di Macerata riprendesse fortemente l’iniziativa, non basta dire che non ci sono i soldi perché la politica si fa anche senza soldi. Qualche volta è più importante avere le idee ben chiare  e la precisa volontà.  La mancanza di un collegamento viario ha frenato molte aziende e sarà uno degli elementi di svalutazione di quei terreni e di quelle iniziative imprenditoriali”.

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FOCUS

La storia della Valleverde inizia formalmente  il 28 luglio 2003 quando il consiglio comunale di Macerata (dopo l’intesa programmatica tra i Comuni di Corridonia e Macerata e la Provincia)  adottò un accordo di programma con la Provincia, di variante urbanistica relativo all’intervento preventivo di iniziativa privata, da attuarsi a mezzo di organismo consortile costituito dai privati proprietari e da operatori interessati all’insediamento di proprie attività. L’organismo consortile a cui faceva riferimento la delibera è proprio il Consorzio Valleverde.  L’obiettivo era quello di dare il via ad un grande insediamento produttivo  che segnasse lo sviluppo economico del territorio.  L’opera è costata  è costata 11 milioni di euro, interamente sborsati dai privati. 396.200 sono i metri quadri edificabili, i 64 lotti sono 43 industriali e artigianali, 19 commerciali e due direzionali. 



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