Massimo Ciocci e quel patentino da rispolverare…

CALCIO - L'attuale direttore generale del Corridonia parla a tutto campo della sua società, facendo capire a chiare lettere come voglia tornare a guidare una prima squadra
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Mister-Ciocci

Massimo Ciocci

Approfittando del maltempo che perdura e che ha imposto al Comitato Regionale lo stop e il rinvio di tutte le attività calcistiche dall’Eccellenza ai tornei giovanili, abbiamo ascoltato le parole di Massimo Ciocci, ex Inter, Cesena, Genoa, chiamato a fare il punto della situazione ad oggi. Massimo, uno che il calcio lo ha vissuto ad altissimi livelli, oltre ad essere il direttore generale del Calcio Corridonia, veste anche la carica di responsabile tecnico del settore giovanile e, se ciò non bastasse, allena anche la squadra dei Giovanissimi.

Iniziamo subito con una bella notizia. Un altro ragazzo proveniente dal settore giovanile del Corridonia è approdato in quello di una società professionistica, una bella soddisfazione…
“Sì, senz’altro. Dopo i trasferimenti a luglio di Matteo Cesca e Francesco Salciccia al Gubbio, che stanno facendo molto bene, un altro ragazzo, Nicola Pucci, ’97, si è aggregato da subito ai Giovanissimi Nazionali della società umbra. In realtà i giocatori a partire dovevano essere in due, ma il secondo ancora non si è trasferito per motivi prettamente personali”.

Quest’anno, a causa anche delle ristrettezze economiche, vediamo sempre più società attingere dai propri vivai. Quali sono le difficoltà che incontra un giovane per emergere?
“Sembrerebbe un paradosso, ma quando ci sono dei problemi economici i settori giovanili sono più avvantaggiati. I ragazzi trovano per forza di cose più spazio e quando un settore giovanile, come il nostro, lavora bene anche la prima squadra ne trae beneficio. Quello che manca all’inizio è certamente l’esperienza, ma quella si acquisisce solamente sul campo di battaglia. Ci si impiega circa due o tre mesi per far entrare un nuovo elemento nei meccanismi della squadra, poi, se il giocatore è valido, riesce ad affermarsi”.

Viste le dimensioni del vostro settore giovanile con quasi 200 iscritti, la carenza d’infrastrutture non è un limite notevole e improcrastinabile?
“Preferirei non invischiarmi in questioni politiche. Dal canto mio posso affermare che l’attuale Sindaco di Corridonia, Nelia Calvigioni, con il quale abbiamo frequenti contatti, ha fatto ciò che era possibile. Questo è un limite che non ha solo Corridonia, ma certamente un nuovo campo regolamentare con una tribuna e una palestra, permetterebbero a tutti di allenarsi e giocare, per non parlare di quell’impianto situato vicino al campo ex Enaoli i cui lavori sono bloccati da tempo”.

Come sta andando la stagione e cosa ne pensa della nuova formula dei campionati giovanili con le due fasi provinciale e regionale?
“La stagione sta andando più che bene. La Juniores è seconda in classifica e sia gli Allievi che i Giovanissimi sono approdati alla fase regionale. Mi è capitato a volte con questo nuovo sistema di assistere a partite che finivano dieci o undici a zero, il che non ha senso ne per chi gioca, ne per chi è presente allo stadio. E’ anche vero che, in precedenza, si badava molto spesso solamente al risultato, invece che agli interessi individuali, con il rischio frequente che gli allenatori facessero giocare sempre gli stessi undici”.

Nel prossimo futuro vestirà ancora i panni di dirigente o tornerà sulla panchina di una prima squadra?
“Due anni di assenza sono tanti. Sto cercando con il mio lavoro di aiutare i giovani nella crescita non solo tecnica ma anche morale, come prevede il nostro codice etico e regolamento societario. Quello che è certo è che vorrei tornare a fare l’allenatore, magari l’anno prossimo, dovrò “spolverare” il mio vecchio patentino”.



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