Cimorosi tenta il suicidio
in carcere “per il rimorso”

Il maceratese, autore dell'investimento costato la vita a Maurizio Camillucci, resta comunque in cella a Camerino
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incidente-mortaleHa tentato il suicidio in carcere, “per il rimorso”, Cristoff Cimorosi, il pirata della strada di 34 anni che sabato scorso, guidando ubriaco e forse drogato una Fiat 600, ha investito e ucciso a Trodica di Morrovalle Maurizio Camillucci, un operaio di 50 anni, padre di tre figli, che stava andando al lavoro in bicicletta. L’incidente è avvenuto sotto gli occhi della figlia maggiore della vittima, una ragazza di 17 anni, che aveva appena salutato il padre sulla porta di casa per andare a scuola.

Ieri, i polsi fasciati per nascondere le ferite del tentato suicidio, Cimorosi è comparso davanti al gip del Tribunale di Macerata Enrico Pannaggi, per l’udienza di convalida. Il suo legale, l’avv. Francesco Governatori, ha fatto istanza di arresti domiciliari, ma il giudice ha respinto la richiesta: ad avviso del Gip, Cimorosi potrebbe reiterare il reato, e dunque è socialmente pericoloso.

L’uomo, che ha vari precedenti per spaccio di stupefacenti e reati, non ha più la patente, che gli è stata revocata da tempo, ma si era messo alla guida ugualmente, di rientro da una serata al night con due amici. Al Gip ha detto di averlo fatto perchè gli amici erano più ubriachi di lui. Ne ha accompagnato a casa uno, poi, insieme all’altro si è diretto verso Piediripa di Macerata, quando – così ha sostenuto – abbagliato dal sole si è trovato di fronte il ciclista, che lo precedeva, e non ha potuto far niente per evitarlo.

Cimorosi, indagato per omicidio colposo aggravato dallo stato di ebbrezza, ha affermato di aver bevuto “solo” due Negroni, e di non assumere più droga dal 2009. L’alcoltest ha dimostrato che aveva in corpo una quantità di alcol quattro volte superiore ai limiti massimi, mentre non si conosce ancora l’esito dell’esame tossicologico. Ora l’uomo è tornato in carcere, a Camerino, dove resterà sotto stretta sorveglianza per evitare altri gesti autolesionistici.



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